Da Modena alla Ue il nuovo manifesto contro il potere delle tecnologie
All’iniziativa di Energy Way hanno già aderito 100 aziende per affermare la centralità dell’uomo rispetto alla scienza
Un nuovo umanesimo, questa volto teso a riaffermare la centralità dell’uomo nello sviluppo dell'intelligenza artificiale. A presentarlo è Energy Way, la visionaria azienda modenese che ha ideato il “Manifesto della razionalità sensibile”, in cui si propone una nuova concezione umanistica che riafferma il ruolo predominante dell'uomo nello sviluppo tecnologico.
Energy Way ha fatto centro perché, in pochi giorni dal lancio dell’iniziativa, sono già un centinaio le aziende italiane che hanno firmato il manifesto, nato con il patrocinio dell'Unesco e della Commissione Europea.
La realtà modenese sarà ospite a Bruxelles nei primi mesi del 2020 per la presentazione del manifesto davanti all'Unione Europea, ma intanto sono arrivate decine di richieste e Energy Way girerà l'Italia (da Roma a Milano, Matera e Treviso tra le altre) per illustrare il manifesto, valicando poi i confini e raggiungendo Bogotà, capitale della Colombia.
«Ci siamo accorti che a livello istituzionale e a livello aziendale si parla di intelligenza artificiale alimentando l'idea che la tecnologia è in mano alle macchine», ha spiegato Luca Baraldi, Corporate Diplomat di Energy Way.
«Noi invece - continua Baraldi - vogliamo andare totalmente in controtendenza perché l'intelligenza artificiale ha una natura diversa: è semplicemente algebra applicata, non è qualcosa che arriva dallo spazio. C'è un matematico, seduto alla propria scrivania, che scrive una formula. È ovvio che parlare di intelligenza artificiale è molto più esotico, è più sexy, ma noi abbiamo cercato una strategia che potesse fare emergere il valore umano che c'è dietro a questa scienza».
Energy Way ha voluto affermare con forza l'importanza dell'impulso umano alle spalle di ogni avanzamento tecnologico.
«La nostra azione vuole anche avere un effetto politico, infatti abbiamo coinvolto tutte le aziende con cui lavoriamo per riaffermare la dimensione umana. Per farlo abbiamo lanciato una provocazione con il “Manifesto della razionalità sensibile”: parte dall'idea che l'uomo è un interprete insufficiente, quindi interviene la matematica che è lo strumento per acquisire una conoscenza più ampia. L'uomo è miope, la matematica lo aiuta a vedere meglio. Questo connubio ci aiuta a optare per scelte più mature, specialmente in un'ottica di responsabilità ed efficienza. Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare il mondo industriale per arrivare a ottenere un mercato più responsabile, senza cadere nelle mode del momento. La conoscenza è il vero strumento per crescere da un punto di vista tecnologico».
Il mondo imprenditoriale ha reagito con entusiasmo all'intuizione di Energy Way, con tantissime realtà che hanno sposato in pieno il progetto e tante altre, grazie al passaparola sui social network, che vogliono firmare e condividere il manifesto.
«Noi sensibilizziamo le aziende che, a loro volta, sensibilizzano i propri dipendenti in un'ottica di diffusione di coscienza. Siamo molto soddisfatti delle risposte che abbiamo avuto fino a questo momento, è veramente un'enorme soddisfazione vedere che più di 100 aziende hanno ritenuto interessante la nostra idea. La cosa che ci ha colpito di più è stata la reazione dopo il convegno di presentazione: sui social network c'erano tantissimi post, molti dei quali da parte di esperti di intelligenza artificiale, che parlavano di ispirazione, di un nuovo umanesimo; abbiamo toccato un nervo che era dormiente. Reazioni belle e inaspettate, credo sia un segnale di risposta forte». La presentazione del “Manifesto della razionalità sensibile” si è tenuta in contemporanea con il Festival della filosofia, proprio a Modena dove Energy Way ha la sede presso l'ex convento di via Sant'Orsola.
Nel corso dell’iniziativa si è tenuto un dibattito con la partecipazione di importanti manager come Marco Alverà, Ad Snam, Stefano Venier, Ad Hera, Francesco Caio, presidente del Cda di Saipem, e David Bevilacqua, co-fondatore di Yoroi.
«Tutta la costruzione del manifesto si è tenuta in provincia, per la precisione a Modena. Non a Milano o a Roma. Abbiamo un legame fortissimo con il territorio e ci teniamo particolarmente a dimostrare che in provincia c'è una fantasia del tutto speciale. L'idea di base è partita da un testo di Pico, l'illustre mirandolese, ovvero il trattato della dignità dell'uomo: Pico dice che l'uomo è l'unico interprete dell'universo, da quella lettura ci si è accesa una lampadina. Il manifesto è un disegno che ha avuto un percorso collettivo, abbiamo fatto degli incontri singoli con tutti i dipendenti di Energy Way, per capire quale valore volevamo dare a questo progetto. Abbiamo allineato tutti questi valori e, in quattro mesi, abbiamo definito il manifesto. Ma il manifesto è il frutto dei cinque anni di vita di Energy Way». —
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