In 300 per l’addio a Cicci Ristoratore di gran cuore
SERRAMAZZONI. Più di 300 persone ieri hanno dato l’ultimo saluto ieri in santuario ad Antonio Vandelli, per tutti “Cicci”, un pezzo di storia di Serra, scomparso domenica a 77 anni. Se l’è portato via un malore nel suo letto, dove la mattina non si è più risvegliato: l’allarme ha portato sul posto i volontari Avap e l’automedica di Pavullo, ma tutti i tentativi di rianimazione sono stati vani. Lascia la moglie Velia e la figlia Francesca, oltre agli altri famigliari. L’accaduto ha creato forte emozione in paese, dove Cicci era conosciutissimo per essere stato prima sarto e poi ristoratore: negli anni d’oro del turismo assieme a Mario Pradelli ha gestito il Miravalle in centro.
Uomo di profonda fede, da molti anni prestava servizio liturgico come accolito e portava la comunione a casa degli ammalati, a qualunque ora e con qualunque tempo. Al funerale ieri assieme a don Matteo hanno partecipato gli altri sacerdoti del vicariato e anche gli ex parroci don Marco e don Antonio (don Roberto ha inviato le sue condoglianze). Poi il sindaco Bartolacelli, l’ex Rubbiani, i volontari Avap (di cui è stato centralinista storico) e tanti altri. Commoventi i messaggi finali: «Caro Cicci, te ne sei andato in punta di piedi per non far rumore. La tua vita nascosta, prudente e saggia e le tue lunghe Adorazioni all’Oasi Francescana erano per tutti noi un esempio luminoso».
«Questo paese ti deve molto, non solo per quello che hai fatto, ma per come lo hai fatto. Per il tuo comportamento umile e lo spirito di servizio». Messaggio anche da don Bibin, il sacerdote indiano rientrato a Roma: «Sei stato un ispiratore per me, mi hai mostrato come essere umile, mi hai insegnato ad accettare la volontà di Dio. Eri un sacerdote tra i laici». Quindi il corteo guidato dalle Onoranze Franchini fino al cimitero di Riccò. —
D.M.
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