Autista di bus accusato di ubriachezza Il giudice: «Falso: astemio col diabete»
Era stato fermato per un controllo preventivo di polizia alla partenza di una gita delle scuole elementari da Vinci. E si era ritrovato, multato, denunciato e pubblicamente accusato dai genitori di guida in stato di ebbrezza.
Ma era tutto falso. Non era ubriaco, né aveva bevuto, perché astemio. Semplicemente soffre di una forma di diabete, scoperta grazie ai tempestivi controlli dopo quell’accusa così falsa e infamante. Accadeva a gennaio, e ora finalmente l’autista si è visto riconoscere le sue ragioni dalla sentenza di un giudice che ha accolto il suo ricorso: «Come emerge dalle certificazioni, il ricorrente è affetto da diabete melito. Nelle certificazioni si rileva che tale patologia, determinando una condizione d’iperglicemia, è in grado di alterare il risultato dell’accertamento tramite etilometro», scrive il giudice, parlando di un “falso positivo”. La sentenza restituisce ragione all’uomo, sottoposto per quella notizia divulgata ad un grave danno d’immagine, anche per i commenti che ne erano derivati.
Il resto lo aggiungono i titolari dell’agenzia in questione: «L'istituto ci ha pagato il viaggio solo a fine giugno, dopo ben 180 giorni dallo svolgimento e non a 30 giorni come prevede la normativa. Tra l’altro il servizio è stato fatto regolarmente in quanto l’autista sostitutivo ha dato anche la possibilità di rientrare più tardi di quanto concordato per recuperare il ritardo, quindi il viaggio si è svolto regolarmente»
«Inoltre l’istituto da quel giorno non ci ha più invitato a nessuna gara per viaggi, probabilmente ritenendoci colpevoli di chissà quale imperizia, questo per noi è stato un danno d'immagine»
Infine un monito: «A tutti coloro che hanno diffamato l'autista dichiarando addirittura che lo avevano visto al bar bere un caffè corretto sambuca, e a tutti coloro che hanno diffamato la nostra azienda dichiarando che non controlliamo i nostri autisti diciamo semplicemente che eravamo talmente sicuri dell’innocenza dell'autista che proprio per questo lo abbiamo supportato accompagnandolo a fare immediatamente gli esami del sangue, esortandolo a fare ricorso e supportandolo in ogni modo. Se c’è qualcuno che si deve vergognare non siamo noi». —
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