In centinaia per l’addio a Orlando Caiti «Il tuo ricordo sarà una stella polare»
«Ci hai lasciati così, senza parole, sconvolti, attoniti. Te ne sei andato in silenzio lasciando agli amici delle ultime visite quelle battute che ci avevano fatto ben sperare e in cui anche tu ci credevi; di poter uscire dall’ospedale e riprendere, seppur cambiata, la tua vita di prima. E invece no, oggi siamo qui a provare a mettere in fila tutte quello che ci hai lasciato, che è tanto, troppo: le tue risate, i tuoi gesti, le chiacchiere, le cene, l’oratorio, Montegibbio, il volontariato. Si fa fatica ad accettare tutto questo, perché la tua umanità ha lasciato nel cuore di tutti un segno che difficilmente si cancellerà, carissimo Orlando».
Queste alcune delle parole che don Giovanni Rossi ha dedicato ieri, durante il funerale, ad Orlando Caiti, volontario parrocchiale e di Pro Loco scomparso improvvisamente all’età di 54 anni. Tanta commozione in un Duomo di San Giorgio gremito di persone, molte delle quali hanno voluto ricordare Caiti con un messaggio o semplicemente con la loro presenza: dagli alpini all’Avis, dal gruppo dell’oratorio Don Bosco all’Aido.
«La presenza dei tanti che sono qui - ha continuato don Giovanni Rossi - conferma la persona che eri. Ma ecco cosa ci rimane di te: la tua figura di uomo e di cristiano, sempre prodigo nel suo darsi da fare, puntuale negli impegni, disponibile oltre ogni misura per risolvere gli inevitabili problemi della vita. Oggi sono innumerevoli gli amici che ti piangono, a cui hai insegnato, nel vero stile oratoriano, che ognuno ha qualcosa di buono da dare. La tua amicizia è sempre stata sincera e autentica e a mio parere ha saputo collegare le varie generazioni che sono passate all’oratorio, che è sempre stata la tua seconda casa. È un passaggio di testimone che ora chiama in causa la nostra responsabilità, il modo in cui dobbiamo ricordarti, con i fatti, con l’attenzione che hai sempre avuto tu. Oggi è la giornata degli angeli custodi e noi ci sentiamo piccoli di fronte alla perdita di un figlio, un fratello, un amico dal cuore grande. Ci si sente impotenti, smarriti perché vorremmo sentire ancora quell’abbraccio. Ora Orlando, riposa nell’abbraccio del Padre. Forse il Signore aveva bisogno di un angelo di un certo peso e ha scelto te. Buon viaggio». —
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