Gazzetta di Modena

Modena

Pavullo. Rifiuti speciali tessili di Prato smaltiti illecitamente in Appennino: arresti e denunce

Pavullo. Rifiuti speciali tessili di Prato smaltiti illecitamente in Appennino: arresti e denunce

Dalle prime ore della mattina è in corso una vastissima operazione che sta impegnando più di 80 militari dell‘Arma finalizzata a stroncare un traffico illecito di rifiuti speciali costituiti da cascami e ritagli tessili prodotti nel comparto industriale manufatturiero di Prato e smaltiti illecitamente all'interno di numerosisissimi capannoni, al'insaputa dei proprietari, del centro – nord Italia, principalmente in Emilia Romagna e Veneto.

3 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.37650849:Video:https://video.gazzettadimodena.gelocal.it/locale/pavullo-forestale-dei-carabinieri-cosi-abbiamo-scoperto-la-banda-dei-rifiuti-illeciti/121748/122377]]

PAVULLO. Due arresti, 18 denunce e 9mila metri cubi di rifiuti speciali sequestrati: è questo al momento il bilancio di una maxi operazione che dalle prime ore della mattina sta impegnando più di 80 militari dell’Arma, finalizzata a stroncare un traffico illecito di rifiuti speciali, costituiti da cascami e ritagli tessili prodotti nel comparto industriale manufatturiero di Prato e smaltiti illecitamente all’interno di numerosisissimi capannoni del centro - nord Italia, principalmente in Emilia Romagna e Veneto.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.37653727:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2019/10/03/fotogalleria/pavullo-ecco-i-tessuti-smaltiti-illecitamente-in-un-capannone-1.37653727]]

I carabinieri forestali di Modena, con i colleghi della stazione di Pavullo nel Frignano ( Modena), e i carabinieri forestali di Bologna, Ferrara, Ravenna, Reggio Emilia, Forlì Cesena, Prato, Livorno, Padova, Venezia, Vicenza, Treviso, Rovigo, Verona, Mantova e Perugia hanno stroncato il traffico illecito dando esecuzione a due misure cautelari degli arresti domiciliari, nei confronti dei due capi, italiani, dell’organizzazione criminale. Perquisiti e sequestrati 24 siti, in esecuzione di provvedimenti delegati dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.37647889:Video:https://video.gazzettadimodena.gelocal.it/locale/pavullo-stroncato-smaltimento-illecito-di-rifiuti-speciali-il-blitz/121730/122359]]

L’indagine, che fino a oggi ha portato alla denuncia di 18 persone, è stata avviata nel luglio 2018, quando, durante un controllo nel comune di Pavullo, erano stati trovati in un capannone industriale circa 2.500 metri cubi di rifiuti tessili contenuti in sacchi neri per l’immondizia.

Il successivo approfondimento investigativo, coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna e condotto anche con numerose intercettazioni telefoniche e di video-sorveglianza , ha consentito di accertare che i rifiuti erano smaltiti anche in altre numerose località del centro-nord Italia, principalmente del Veneto.

L’illecito smaltimento dei rifiuti speciali ottenuti dalle lavorazioni tessili consisteva nel trasformare attraverso fittizie operazioni di recupero i rifiuti in materia prima secondaria e/o sottoprodotto, per poi trasportarli e abbandonarli all’interno di capannoni industriali, il tutto all’insaputa degli ignari proprietari ai quali è stato così arrecato un ingente danno economico, costituto sia dalla preclusione alla disponibilità dell’immobile sia delle eventuali onerose spese di smaltimento/recupero dei rifiuti abbandonati. Senza ovviamente considerare il potenziale, ulteriore danno che poteva derivare dall’eventuale incendio del materiale.

I due arrestati, un 53enne A.G. di Mantova e un 40enne di Treviso G.V. residente a Bologna, erano i principali fautori del sodalizio criminale: attraverso quotidiani e plurimi contatti telefonici, pianificavano e gestivano quella che può a tutti gli effetti definirsi come una vera e propria ’attività imprenditoriale, sottolineano gli inquirenti, dedita alla gestione di rifiuti attraverso società di cui avevano l’utilizzo ed il controllo senza ricoprire in esse alcuna carica o ruolo: la disponibilità delle aziende è costituita dal fatto che i reali rappresentati legali/titolari firmatari risultino essere dei prestanome e che il reale ruolo decisionale fosse in capo ai due soggetti.

L’organizzazione si componeva poi di autotrasportatori compiacenti e uomini impiegati come manovalanza presso i vari capannoni di destinazione dei rifiuti tessili, generalmente costituiti da dipendenti delle aziende. Le società di cui i due avevano disponibilità, sia perché controllate direttamente o perché complici, sono risultate essere utilizzate non solo per emettere documenti inerenti la movimentazione dei rifiuti, ma anche per utilizzarne indebitamente i titoli autorizzativi in ambito di gestione rifiuti.

La strategia adottata e perpetrata al fine di eludere ed evitare i controlli e per dare una parvenza di legittimità alle operazioni era quella del considerarli e classificarli sin dalla partenza come ’sottoprodotto' o ’materia prima secondarià, a fronte di operazione di recupero mai avvenute. Ad oggi sono stati posti sotto sequestro oltre 9mila metri cubi di rifiuti speciali di natura tessile: si ritiene che, dall’esame di quanto sequestrato, possa emergere un quantitativo totale di rifiuti illecitamente smaltiti ben superiore a quello sino ad oggi accertato. mad

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google