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Modena. Sì ai dazi Usa su Parmigiano e Lambrusco, salvo il Balsamico

Modena. Sì ai dazi Usa su Parmigiano e Lambrusco, salvo il Balsamico

La decisione del Wto autorizza Trump a imporre tassazioni sulle esportazioni nell'agroalimentare

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Stefano Turcato
La decisione del Wto, l'Organizzazione mondiale per il commercio, riguardo l’ipotesi di dazi americani sull’export verso gli Usa ha sancito che gli Stati Uniti potranno imporre dazi sui prodotti provenienti dall'Europa per un ammontare annuo fino a 7,5 miliardi di dollari, quasi 7 miliardi di euro. Un conto salato, inferiore a quanto stimato alcuni mesi fa ma comunque in grado di scatenare una guerra commerciale tra le due sponde dell'Atlantico, frenare una crescita economica già stentata e dare un duro colpo all'export italiano. Coinvolto il settore agroalimentare più di ogni altro ma senza dimenticare i prodotti del settore moda e le motociclette per un valore di un miliardo di euro per i produttori italiani. La scelta del Wto è legata a quella con cui sono stati giudicati illegali alcuni aiuti pubblici destinati al consorzio Airbus e la cifra indicata dall'organismo che ha base a Ginevra è destinata a compensare il danno stimato che è stato subito dal sistema economico statunitense.
«Francamente è ciò che ci aspettavamo - ha detto il segretario di Stato Usa Mike Pompeo - È una questione seria e faremo in modo di lavorare per sviluppare la nostra risposta. Forse alcune merci che avete descritto saranno nella lista dei dazi», con evidente riferimento a vini e formaggi.
Inevitabile il coinvolgimento del Made in Modena agroalimentare, con Parmigiano Reggiano e Lambrusco presumibilmente colpiti dai provvedimenti che saranno decisi dal presidente americano Trump.
Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, ha già avuto occasione di esprimere la propria preoccupazione per le conseguenze che riguardano i produttori del Re dei formaggi: il prezzo sugli scaffali degli americani potrebbe salire da 40 a 60 dollari al chilo a tutto vantaggio di prodotti fasulli come il Parmesan e simili, ovviamente a buon mercato.
Un altro ambito dell’economia modenese che potrebbe subire danni notevoli è quello del vino Lambrusco: l’export negli Stati Uniti vale 25 milioni di bottiglie all’anno, per un valore di circa 80 milioni di euro per i produttori, che diventano 250 milioni di euro sugli scaffali di enoteche e supermercati americani calcolando i guadagni di importatori, distributori del prodotto e dettaglianti. Una bottiglia di Lambrusco al consumatore americano può costare da 7 a 20 dollari in relazione alla differente qualità del prodotto.
«Noi vogliamo essere ottimisti - dice Ermi Bagni, direttore del Consorzio dei Marchi Storici dei Lambruschi Modenesi - perchè non è scontato che alla fine il provvedimento degli Stati Uniti valga somme elevate e non pochi centesimi. Impossibile fare previsioni sui possibili effetti sul nostro business e sui prezzi finali».
«Forse Trump si è dimenticato dell’Aceto Balsamico di Modena Igp - dice tra il serio e il faceto Federico Desimoni, direttore del Consorzio - perchè per fortuna il nostro prodotto non è nella lista relativa ai dazi. Le nostre esportazioni negli Usa valgono circa 300 milioni di euro l’anno, il 30% del fatturato dell’export, che è un miliardo di euro. I dazi scatenerebbero la concorrenza sleale da parte di produttori americani».
Indenne anche il Prosciutto di Modena Dop, come confermato da Giorgia Vitali, presidente del Consorzio.
Diventa dfficile valutare la possibili conseguenze per il settore moda abbigliamento, che invece rientra fra quelli nel mirino. Un imprenditore importante del settore come Marco Marchi dell’azienda Liu Jo sottolinea come «anche il tessile - abbigliamento potrà essere contaminato perché in questi casi, direttamente o indirettamente, tutti vengono coinvolti. La mia azienda non ha forti interessi negli Usa ma credo che nessuno resterà indenne da eventuali provvedimenti di Trump». —

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