Gazzetta di Modena

Modena

IN TRIBUNALE 

Teneva cani e gatti nella sua casa in degrado A processo una 40enne

C.G.

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Qualcuno la chiamerebbe “canara” o “gattara” senza alcun disprezzo per la sua passione per gli animali ma solo perché ne ha troppi attorno. Ed è proprio questa sua irrefrenabile smania di accumulare “amici dell’uomo” nella sua abitazione ad averla messa nei guai. E se ora è a processo per maltrattamento di animali non è certo perché li picchiasse o li lasciasse denutriti ma solo perché, secondo la Procura e soprattutto il verbale della polizia municipale, erano gli animali stessi a doversi piegare al degrado in cui lei viveva. Ne aveva tanti, di cani e gatti, solo perché non sapeva dire di no a chi le chiedeva di accudirli.

E’ una storia toccante quella che vede come imputata in tribunale per questo odioso reato una donna serba di 40 anni che in realtà ama fin troppo gli animali. Una donna che da sempre ha avuto gravi problemi di documenti di identità e che per questa situazione si è piegata a vivere in condizioni precarie. Ha abitato tanti anni in città mentre cercava di risolvere la sua situazione burocratica con il suo avvocato, Domenico Ippolito. Per sopravvivere stava in una baracca in via Emilia Est vicino alla Fossalta. Una casetta tra tante in mezzo alla boscaglia della quale la cronaca si è occupata più volte in questi anni proprio per le condizioni precarie in cui vivono i suoi ospiti più o meno occasionali. In quella baracca, la 40enne ha iniziato ad ospitare cani e gatti. La voce si è sparsa e in poco tempo chiunque avesse da dar via il suo “amico”, pur di non abbandonarlo in strada, si rivolgeva a lei e finiva per andarsene lasciandolo in casa sua. Perché non diceva mai di no. E così ha iniziato a diventare una specie di “accumulatrice serale” di animali, anziché di cartoni o di vecchie tv e radio.

Nel 2016, durante un controllo in quella zona fuori dallo sguardo, la polizia municipale è arrivata a quella abitazione precaria nella quale la donna viveva con ben sette cani e due gatti: quelli trovati e riportati nel verbale di quel giorno. La municipale – che ieri ha testimoniato al processo – ha raccontato che gli animali non erano denutriti e non avevano segni di maltrattamento ma soffrivano di deperimento e di allergie. Insomma, si erano adattati allo stato precario di questa loro “amica”. E’ il degrado in cui viveva, quindi, il maltrattamento che le hanno contestato. In questo senso, si tratta di un caso giudiziario particolare. Alla prossima udienza, il 10 dicembre, testimonieranno i veterinari che hanno preso in carico gli animali trovati. —

C.G.

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