«L’anno scorso per le utenze dati alle famiglie 180 mila euro
L’assesore Pinelli: «Al 31 agosto di quest’anno siamo arrivati a 100 mila euro L’obiettivo è prevenire l’interruzione della fornitura»
L’obiettivo principale del Comune di Modena è ovviamente quello di riuscire a tutelare nel miglior modo possibile le fasce deboli della cittadinanza. Per questo l’assessore alle Politiche sociali Roberta Pinelli sottolinea che «comunque la pressione sulle famiglie in difficoltà rimane alta».
E infatti «gli accordi che il Comune di Modena ha siglato già anni fa con Hera sia per la rateizzazione delle bollette sia per prevenire il più possibile l’interruzione delle forniture, e quindi gli onerosi costi di ripristino, rientrano tra gli interventi attuati proprio per aiutare le fasce più deboli e disagiate della popolazione in carico ai Servizi sociali. I beneficiari sono per esempio anziani singoli con pensioni integrate al minimo, famiglie con minori in situazione di disagio economico o adulti con patologie invalidanti. Il canale di comunicazione aperto con Hera, come con altri gestori, consente di tenere monitorati questi utenti più fragili per garantirne in modo più puntuale la tutela».
Pinelli affronta il tema delle interruzioni delle erogazioni. In caso di mancato pagamento della bolletta, infatti, Hera può attivare le procedure per richiedere la sospensione della fornitura. In assenza di precedenti ritardi, Hera prevede l’invio di un sollecito trascorsi almeno 20 giorni dalla scadenza. Per importi inferiori ai 150 euro, viene inviato un primo sollecito e un successivo secondo dopo ulteriori 20 giorni. Per importi superiori a 150 euro, viene inviato un unico sollecito tramite raccomandata trascorsi 20 giorni dalla scadenza della bolletta. Qualora l’insolvenza si protragga, si attivano le procedure di sospensione della fornitura. Per quanto riguarda la fornitura di acqua, Hera ha deciso di non procedere all’interruzione del servizio, ma di limitarne sensibilmente il flusso di erogazione, in caso di morosità di clienti domestici o con consumo misto (con uso idrico domestico e non domestico).
In ogni caso è un punto al quale il Comune, tramite i Servizi sociali, preferisce non arrivare in una politica complessiva di difesa del diritto alla casa.
«La casa – continua l’assessore Pinelli - rappresenta la voce di costo più significativa della spesa delle famiglie e, d’altra parte, la conservazione dell’alloggio, è presupposto fondamentale per salvaguardare coesione, identità e un livello di autonomia del nucleo. Come Servizi sociali da una parte sosteniamo in vari modi le famiglie in difficoltà nel pagamento del canone di locazione, innanzitutto attraverso i contributi erogati con il Fondo affitti, tramite Agenzia Casa e le rinegoziazioni del canone ed è appena uscito anche il nuovo bando per accedere ai contributi destinati agli inquilini morosi incolpevoli che da quest’anno interviene anche sulle spese condominiali. Dall’altra parte anche le utenze domestiche costituiscono una voce importante di spesa su cui i servizi sono spesso chiamati ad intervenire perché le famiglie faticano a sostenerne i costi. Ammontano a circa 180 mila euro i contributi liquidati nel 2018 dal Comune per il pagamento delle utenze di famiglie in carico ai Servizi sociali; per quanto riguarda l’anno in corso i contributi erogati con la stessa finalità al 31 agosto avevano già raggiunto i 100mila euro. In crescita anche il numero di famiglie per le quali gli operatori dei servizi sociali hanno chiesto la rateizzazione dell’importo da saldare per le utenze di acqua, luce e gas. Il dato è parziale, perché manca un Polo, ma comunque indicativo - conclude l’assessore Pineli - Nel 2018 sono state 40 le richieste provenienti dai Poli 1,2 e 4; a fine agosto 2019 erano già 50 le richieste pervenute dagli stessi Poli». —
GIB
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