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finale 

L’arte storica di Busuoli in una grande mostra a palazzo Borsari

Serena Fregni

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FINALE. È aperta al pubblico fino al 13 ottobre la mostra retrospettiva su Giuseppe Busuoli, sculture finalese nato nel 1894 e morto nel 1948 che Finale vuole ricordare nel 125° anniversario dalla nascita. Dal titolo “La materia e l’anima” la mostra, ospitata nelle sale di Palazzo Borsari, ripercorre la carriera artistica di Busuoli, un artista tormentato che ha vissuto una vita difficile segnata dalla povertà e dalla malattia, la tubercolosi che lo costrinse a vivere senza una gamba. Una vita segnata anche dal talento che lo portò fino a Milano, dove riuscì a frequentare la “scuola del marmo” di Adolfo Wildt.

«Era da molto tempo che, insieme all’amministrazione stavamo pensando ad un retrospettiva dedicata a questo grande artista - racconta il curatore della mostra, Gherardo Braida - per far conoscere le sue straordinarie opere».

Non solo sculture ma anche dipinti dell’artista finalese che finalmente, secondo l’assessore alla Cultura Gianluca Borgatti, ritrova il lustro che merita: «Busuoli ritrova il giusto riconoscimento - afferma Borgatti - per il suo grande lavoro e siamo molto contenti di ospitare la mostra. Abbiamo organizzato anche attività collaterali sempre dedicate all’artista finalese per conoscere meglio e più da vicino la sua arte».

Domenica, alle 18, a Palazzo Borsari, è in programma “Cast away, 20 canzoni che salverei dal naufragio” di e con Walter Muto mentre domenica 13, in occasione dell’ultima giornata di apertura della mostra, alle 16 “La profezia. La roncola dal manico d’osso”, opera letteraria postuma, atto d’amore per il territorio di Vittorio Rossi. Presentano il volume l’assessore Gianluca Borgatti e Cristina Rossi, docente di lingua e letteratura italiana. Alle 17.30 esibizione degli allievi della scuola di musica Andreoli e alla 18 chiusura della retrospettiva. La mostra è visitabile sabato e domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30. Ma durante la settimana diverse scolaresche hanno fatto visita all’allestimento. —

Serena Fregni

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