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Squinzi, l’amico Romano e la salita allo Stelvio «Lascia un’impronta indelebile sul Paese»

Luca Gardinale
Squinzi, l’amico Romano e la salita allo Stelvio «Lascia un’impronta indelebile sul Paese»

Prodi conosceva Squinzi da molti anni e insieme condividevano molte passioni

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il ricordo



Il pensiero torna indietro di sette anni, raggiungendo le 12.15 del 16 luglio 2012: dopo 21 chilometri di durissima salita, il Professore trovò l’amico Giorgio fermo all’ultima curva, dove lo aspettava per tagliare insieme il traguardo.

E al di là delle polemiche sui presunti “aiutini” - secondo alcune ricostruzioni solo il Professore affrontò da solo la salita, mentre il patron di Mapei sarebbe stato aiutato dai ciclisti professionisti nei tratti più difficili - di quel giorno rimase un ricordo bellissimo, quello di aver affrontato insieme quella che per l’imprenditore lombardo è la «via alpina più bella d’Italia».

Sette anni dopo quella mitica salita Bormio-Stelvio, in occasione del Mapei Day, l’ex premier Romano Prodi ricorda l’amico Giorgio Squinzi: «Sono profondamente addolorato per la sua scomparsa - è il messaggio di cordoglio del Professore, che lunedì sarà a Milano per partecipare al funerale del manager bergamasco - è stata una persona di altissimo profilo e capace, nell’arco della sua vita, non solo di costruire un’impresa multinazionale che nel suo settore è dominante, ma di lasciare una impronta indelebile anche nel mondo dello sport a tutto tondo».

Ed è soprattutto l’amore per le discipline sportive, quell’amore diviso a metà tra pallone e bicicletta, a suscitare il ricordo più intenso nell’ex presidente della Commissione europea: «Squinzi ha amato con uguale intensità il ciclismo e il calcio - aggiunge Prodi - senza mai separare la sua passione sportiva dall’obiettivo di far progredire, con le sue attività di ricerca, le conoscenze per un maggiore benessere fisico di tutti». La ricerca, infatti, è sempre stata alla base del suo impero, fosse un’industria o un colosso sportivo: il laboratorio Mapei portato prima sulle due ruote e poi a disposizione della preparazione atletica, senza mai lasciare nulla al caso e sempre portando la tecnologia al servizio dell’uomo, con grandi investimenti per il benessere delle persone.

Quindi, un abbraccio alla famiglia, che l’ex presidente del Consiglio incontrerà lunedì prossimo in Duomo a Milano: «Il mio pensiero più affettuoso va alla moglie e ai figli», chiude il Professore, ricordando ancora quella salita sui tornanti dello Stelvio. —



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