Gazzetta di Modena

Modena

CASTELVETRO 

Stop al risarcimento per l’ex Frattina I giudici si prendono un anno di tempo

Saverio Cioce
Stop al risarcimento per l’ex Frattina I giudici si prendono un anno di tempo

Il Consiglio di Stato sospende la sentenza del Tar Franceschini: «So di avere ragione, la colpa non è nostra»

3 MINUTI DI LETTURA







Palla al centro e nuova sospensione della partita nel braccio di ferro che contrappone il Comune alla famiglia che è stata danneggiata dall’occupazione dell’ex Cava Frattina. L’ordinanza del Consiglio di Stato dei giorni scorsi ha bloccato l’esecuzione della sentenza del Tar di Bologna, contro cui ha fatto ricorso il Comune presentando appello. E in questo modo si ferma per un anno la macchina dei pagamenti per risarcire con 350mila euro i proprietari dell’area.

Quest’estate la sentenza del Tar ha dato ragione ai proprietari di un vasto appezzamento agricolo, in cui sono stati sepolti tra l’altro rifiuti con amianto e tonnellate di fanghi ceramici. Nella loro ordinanza i giudici del Consiglio di Stato hanno sospeso la sentenza e quindi per il bilancio comunale è una bella boccata d’ossigeno: la previsione di un accantonamento già da quello di previsione per il 2020 è rimandata. E se il giudizio di merito, atteso per novembre dell’anno prossimo con l’udienza già fissata, accoglierà le tesi del sindaco Fabio Franceschini, allora la batosta sulle casse pubbliche sarà evitata. Come spera ardentemente il primo cittadino.

«L’ho detto e scritto sin dal primo giorno - esulta Franceschini - La sentenza del Tar di Bologna è sbagliata perchè non è il Comune di Castelvetro che deve pagare per responsabilità che non sono sue. E in ogni caso a me come sindaco i fondi di bilancio servono per chiudere i buchi nelle strade e non per risarcimenti come quello della Frattina». Una tesi, quest’ultima, che ha espresso in maniera molto colorita anche nel giornalino edito dal Comune e distribuito ai cittadini, casa per casa.

E ora cosa accadrà? La famiglia proprietaria dell’ex Cava Frattina, espropriata di fatto anche senza provvedimenti giuridici, si è trovata nell’impossibilità di coltivare l’appezzamento. La speranza di poter chiudere la vicenda o con la vendita allo stesso Comune, come ipotizzato in sentenza, o con una somma equivalente, viene a essere di fatto bloccata per altri dodici mesi dopo i vent’anni passati in cause ricorsi legali di vario genere. Ma su questo punto Franceschini ha una certezza. «Per quello che mi risulta - aggiunge - anche i proprietari di quell’area hanno presentato una sorta di ricorso. E quando ognuna delle due parti in causa contesta una sentenza amministrativa, i giudici del Consiglio di Stato quasi sempre la modificano».

Non c’è dubbio che la scelta effettuata a Roma avrà riflessi sul bilancio di Castelvetro. Ad esempio: che succederà se nel novembre 2020 verrà confermata la sentenza del Tar di Bologna? L’esborso ricadrà interamente sulle uscite del 2021? «Vedrò se accantonare una quota di riserva, ne parlerò con il nostro legale e con gli assessori in giunta», taglia corto Franceschini, consapevole che il risarcimento finito sulla sua scrivania è frutto di una lunga catena di errori continuati sino agli ultimi anni. L’ultimo caso è la scoperta di una memoria difensiva del Comune, che riepilogava i vent’anni di decisioni urbanistiche e di lavori pubblici di quell’area, richiesta dal Tar e mai arrivata semplicemente perché spedita all’indirizzo sbagliato. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google