Taglio dei parlamentari, modenesi divisi
Guglielmo Golinelli (Lega): «Favorevole, così il livello si alzerà». Giuditta Pini (Pd): «Una sforbiciata inutile e dannosa»
Il d-day è previsto per martedì prossimo, quando la riforma arriverà alla Camera per il voto. Così, i parlamentari italiani si preparano a tagliare… se stessi: la commissione Affari costituzionali di Montecitorio ha infatti dato il via libera alla riforma che porterà il numero dei deputati e senatori a ridursi di oltre un terzo: se martedì il testo otterrà l’ok della Camera, dalla prossima legislatura il nostro Paese avrà 345 parlamentari in meno.
Ma cosa pensano della riforma i deputati modenesi? Guglielmo Golinelli, parlamentare leghista di Mirandola, voterà a favore: «Avevo detto sì al taglio dei parlamentari già nel 2006 - spiega - votando da cittadino il referendum per la riduzione del 30% di deputati e senatori. Dunque, come ho già fatto nelle tre precedenti letture dalla proposta, anche questa volta dirò sì: la riforma - aggiunge Golinelli - sarà un incentivo a mandare a Roma persone di livello più alto. Insomma - incalza il parlamentare leghista - oggi c’è una quota di parlamentari, anche se magari è meno di un terzo, della quale… si potrebbe anche fare a meno, almeno pensando al livello politico degli eletti. Il sì alla riforma, dunque, è un segnale ai partiti, che potrebbero scegliere meglio i loro rappresentanti in Parlamento». Golinelli mette però i colleghi leghisti in guardia dal rischio di un voto di scambio Pd-M5S: «Staremo molto attenti - chiude - perché il rischio è che tra i due gruppi ci sia un accordo per uno scambio tra il voto sul taglio dei parlamentari e quello sullo “Ius culturae”».
Non la pensa così Giuditta Pini, eletta alla Camera per il Pd: «Il concetto della riforma è sbagliato - spiega - perché i rappresentanti dei cittadini sono trattati come un costo, come una voce di bilancio da tagliare in maniera lineare. Insomma, se il problema è che la classe politica è scarsa, allora vale la pena chiudere tutto». Secondo la deputata dem, insomma, la riforma, così come è concepita, è «inutile e dannosa, perché non cambia nulla del funzionamento delle Camere, che vengono tagliate con una sforbiciata generica». Resta da capire la posizione del Pd sulla questione: «La riforma era prevista dall’accordo di governo - chiude Pini - ma era prevista anche una serie di contrappesi per farla funzionare, mentre al momento non c’è nulla. L’auspicio è che il partito ci convochi prima di martedì per illustrarci una linea che ancora non c’è…». —
L.G.
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