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Cinquanta crocefissi tornano nelle scuole

Francesco Dondi
Cinquanta crocefissi tornano nelle scuole

Il Comune investe poco più di 245 euro per ripristinare il simbolo negli istituti comprensivi “Marconi” e “Guinizzelli”

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In una fase storica dove la polemica sulla presenza dei crocefissi nelle scuole si ripresenta ciclicamente e su cui la politica non si esime dalla strumentalizzazione identitaria, il Comune di Castelfranco ha deliberato l’acquisto di 50 crocefissi per le aule che ne sono sprovvisti all’interno degli istituti comprensivi “Marconi” e “Guinizzelli”. La richiesta è stata inoltrata al Comune dalla dirigente scolastica Vilma Baraccani, e sollecitamente raccolta da Manuela Bonettini, dirigente del servizio al Cittadino, che nell’autorizzare la spesa si è anche appellata alle sentenze del Consiglio di Stato e della Corte Europea dei diritti dell’uomo e delle circolari ministeriali sull’argomento. Sarà un’azienda di Brescia - la Novali Alessandro & C. - a vendere al Comune i 50 crocefissi per un costo complessivo di 247,05 euro con ogni simbolo religioso che costa 3,85 euro cadauno.

Quando i crocefissi arriveranno in città saranno poi affidati agli istituti comprensivi che si attiveranno per installarli nelle aule che a oggi ne sono sprovviste.

Dalla scuola si affrettano a spiegare che la richiesta avanzata al Comune non ha alcuna natura emergenziale. «È una richiesta come tante altre che facciamo, paragonabile a quella per gli arredi che ciclicamente mandiamo in municipio», viene spiegato.

Ma che di qualche crocefisso ci fosse bisogno ne erano consapevoli anche negli uffici scolastici. Da tempo, infatti, alcune classi sono state oggetto di sistemazione, talvolta tramite aziende edili e talvolta anche soltanto con l’aiuto dei genitori che si prodigano per ritinteggiare le aule all’inizio dell’anno scolastico. Ebbene, in quei frangenti anche il crocefisso, alla pari di lavagne, sedie e banchi viene staccato dal muro e riposto da qualche parte. Ovvio che il suo ingombro è piuttosto limitato ma nella girandola di personale docente e di bidelli chi li ripone poi rischia di non esserci più al momento del riallestimento.

E così la dottoressa Baraccani, in estate, ha disposto una puntuale analisi delle classi sprovviste di crocefissi o con simboli rovinati. Nei giorni scorsi è arrivato il rendiconto che parla di una cinquantina di aule dove riposizionare il Gesù in croce e quindi è stato attivato il municipio, che diligentemente e seguendo le direttive legislative ha assecondato la richiesta senza particolari valutazioni sulla laicità della scuola pubblica, tema che 72 ore fa aveva innescato una serie di duri commenti contro il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti. —

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