«Sono poche le città a poter vantare spazi del genere»
«Un polo culturale del futuro ma ho voluto mantenere i servizi dell’Ausl qui per aiutare tutti i residenti del centro storico»
La grandine ha frantumato i vetri del ballatoio in legno che si affaccia su un cortile che pochi modenesi hanno visto. È a forma di P, intimo e ricco di alberi, c’è anche una palma. È uno dei tre che saranno riqualificati.
Gian Carlo Muzzarelli ci tiene che, durante la visita del cantiere, la stampa cammini in questo spazio. Non tanto per come è ora: c’è guano di piccione un po’ ovunque, vetri rotti e la vegetazione è mal curata. Ma piuttosto per come sarà. «Credo che poche città possano vantare ambienti come questo. Mi auguro che lasceremo qualcosa di bello a chi verrà dopo di noi», dice mentre cammina.
Si nota come sia orgoglioso di poter mettere finalmente mano all’ex ospedale Estense, che fa parte di un più ampio progetto per dotare Modena di un polo culturale degno di tale nome, senza dimenticare le necessità di tutti i giorni, specie per gli anziani, e quindi mantenere il presidio dell’Ausl in un’ala del complesso.
«Quello che stiamo portando avanti qui - dice il primo cittadino - è davvero un grande progetto da 17 milioni di euro lordi. Vogliamo rigenerare e riqualificare l’ex ospedale Estense, con una parte che rimarrà per la sanità. E quindi la Casa della salute per tutti i residenti del centro storico: saranno 1050 metri quadrati di area a disposizione dell’Ausl ».
Ma principalmente sarà un luogo di cultura: «Un polo di grande spessore che avrà due stralci. Nel primo il completamento del piano terra con un’area di oltre mille metri quadrati per allestire mostre o esposizioni. Nasce qui un altro luogo della città per attrarre attività culturali, turisti e soprattutto opportunità per la nostra comunità e per tenere Modena in movimento».
In particolare il sindaco ci tiene a sottolineare il gioco dentro-fuori che si verrà a creare: «È soprattutto in estate - continua - che mi immagino un utilizzo ottimale di questi spazi. Da una parte le sale con le mostre, poi il passaggio all’aperto nei tre cortili in cui creare eventi culturali di ogni tipo e che in questa cornice saranno imperdibili».
Ma il sogno per il complesso non è finito, perché il progetto è quello di riuscire a mettere mano anche agli altri due piani dell’immenso edificio: «Siamo sempre al lavoro per reperire e intercettare risorse, poiché il progetto prevede l’espansione della Galleria Nazionale Estense, l’ampliamento dei Musei civici e dell’Archivio comunale. Un palazzo che - conclude il sindaco - ha ancora dentro la storia e la cultura, ma che deve avere anche un grande futuro». —
GIB
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