Blitz e controlli al Mac2 «Stanze e bagni inagibili Niente licenza per l’alcol»
In campo carabinieri, ispettorato del lavoro, vigili del fuoco, Ausl e Municipale Venerdì fatte uscire 400 persone: «Irregolarità e accertamenti sul personale»
Verso la mezzanotte le luci iniziano a diffondersi, delimitando con maggiore chiarezza gli spazi delle sale. Le note del liscio dell’orchestra di Athos Bassissi iniziano a tacere e i quattrocento clienti, venuti per passare una serata danzante in uno dei templi disco del nostro territorio, capiscono che la festa sta volgendo al termine. Piano piano, con calma, la folla viene fatta defluire. A tutti quelli del locale dicono che non è un addio ma solo un arrivederci. Al Mac2 l’altra notte, nel bel mezzo della serata liscio, è scattato un blitz interforze: obiettivo il controllare e verificare che tutto fosse in ordine, che il locale avesse tutti i permessi e che le persone potessero divertirsi in un contesto di massima sicurezza. Il controllo, alla fine, non ha ancora portato ad emettere sentenze. Anche se è presumibile che arriveranno multe salate per alcune irregolarità, non è stato ancor emanato alcun provvedimento né di chiusura né di sospensione dell’attività per un determinato periodo. I gestori del locale hanno ancora tempo qualche giorno, il limite dovrebbe essere la giornata di martedì, per fornire spiegazioni concrete, presentare licenze e tutta la documentazione amministrativa che la task force dell’altra notte ha richiesto. Nel locale, che dopo quasi un mezzo secolo di balli aveva chiuso i battenti e soltanto da poco più di un mese aveva ridato il via alle danze dopo anni di abbandono grazie all'interessamento di un imprenditore, Vincenzo Lenge, l’altra notte si sono presentati tutti coloro che, ciascuno con la propria peculiarità, effettuano i controlli. Vale a dire un team sinergico nel quale figuravano i militari della Tenenza di Castelfranco unitamente ai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Modena, i vigili del fuoco, personale dell’Ausl, agenti della polizia municipale e personale dell’ufficio tecnico del Comune di San Cesario, territorio su cui giace lo storico edificio con l’aeroplano pronto al decollo sul davanti. Come accennato, i risultati del blitz sono in evoluzione e tanto dipenderà da quanto la gestione produrrà a livello di documentazione a sua discolpa, ma intanto, così come si legge in una nota diffusa dai militari dell’Arma di Modena, ci sono delle irregolarità che, se confermate, risulterebbero piuttosto gravi.
In sintesi, così come si legge nella nota dei carabinieri, il locale risultava presentare diverse irregolarità di natura edilizia. Vale a dire “ l’inagibilità di alcuni vani, tra cui bagni e sale fumatori”. E anche i di natura amministrativa, cioè “mancanza di specifiche autorizzazioni per la somministrazione di bevande alcooliche e assenza delle previste licenze”. Non solo: ci sarebbero anche irregolarità “sia di natura igienico-sanitaria sia in materia del lavoro”. La nota dei carabinieri si conclude con “accertamenti in corso per chiarire la posizione del gestore del locale e per determinare la serie di provvedimenti da adottare”. Dunque bagni non adatti o assenti, non agibili, niente licenze per dare da bere e il personale la cui posizione resta da chiarire. Il gestore, Vincenzo Lenge, rimanda tutte le accuse al mittente, ricordando che il locale è innanzitutto un circolo aperto ai soci e che produrrà tutta la documentazione su licenze e sul personale che gli sono state richieste. «Chiudere in attesa dell’esito dei controlli? No di certo, io sono in regola e contro di me non è stato emesso alcun provvedimento». —
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