«Il giorno che Squinzi comprò il Sassuolo»
Rudy Baldelli: «Come sponsor diede il doppio di quello che chiedevo. Poi con 35mila euro ha fatto la fortuna del club»
Rudy Baldelli è il presidente che ha passato il Sassuolo a Giorgio Squinzi. L’imprenditore sassolese, da sempre appassionato di calcio e tifoso del Sassuolo, in quegli anni aveva riportato in C2 la compagine neroverde, ma la squadra navigava spesso in acque perigliose, tra salvezze in extremis, play out e ripescaggi.
Il racconto del rapporto tra Baldelli e Squinzi è ricco di aneddoti, l’ex presidente ne racconta uno assolutamente inedito e decisamente gustoso: «Faccio una premessa, il giorno in cui Sergio Sassi mi ha fatto conoscere negli Stati Uniti Giorgio Squinzi è stata la mia fortuna, ma soprattutto la fortuna del Sassuolo Calcio e della città. Sassuolo dovrebbe fare a Squinzi ben più che un monumento. È stato davvero un grande. Fuori e dentro il campo. Nell’azienda e nella sua vita personale. Vi racconta questa: prima di comprare il Sassuolo Squinzi lo sponsorizzò. È ancora grazie a Sassi, che sapeva delle difficoltà economiche della società e mi disse “Squinzi ha detto che ti dà una mano, vai a Milano a incontrarlo”. Andai e gli chiesi una sponsorizzazione a cifre incredibili per la C2. Squinzi mi rispose che la stessa cifra gliela aveva chiesto il Bologna per fare da sponsor... ma in serie A. Allora gli risposi che il Sassuolo non era il Bologna... Lui rise e accettò di aiutarmi, poi durante la stagione intervenne ancora di più e alla fine dell’anno mi diede... il doppio dei soldi che avevo chiesto. Ma la storia è ancora più incredibile: quando raggiunsi l’accordo con il Dottore chiamai il mio ragioniere per dirglielo e lui mi ricordò che avevamo ancora un anno di accordo come sponsor con la Kerakoll. Squinzi allora mi disse che se non fossimo riusciti a risolvere mi avrebbe comunque dato una mano e l’anno successivo avrebbe sponsorizzato la squadra. Mandai il ragioniere alla Kerakoll di Sghedoni spiegando che non ci sarebbero stati margini per quell’anno se non un fallimento. Allora la Kerakoll si defilò e tornai da Squinzi con una maglia con la scritta Mapei sopra. Prima di entrare da lui, in corridoio, trovai la moglie Adriana che chiese al marito ‘Ma perchè hai fatto questa cosa?’, Giorgio uscì e mi disse di entrare in fretta per evitare guai...”. Baldelli, qualche anno dopo, cedette a Squinzi la società per 35mila euro: “In quella circostanza il dottore mi disse che avrebbe dovuto tenere nascosto dalla moglie il libretto con l’assegno staccato per comprare la squadra. Naturalmente queste affermazioni erano sempre seguite da una risata e accompagnate dalla frase ‘chissà cosa dirà Adriana quando imparerà che ho comprato il Sassuolo...’. È stata una fortuna immensa per il Sassolo questo intervento, perchè da lì la società è cresciuta fino a diventare stabilmente un club della massima serie».
Il finale è significativo: «Persone così ce ne sono pochissime, ho avuto la fortuna di conoscerlo e so bene quanto fosse semplice e profondo al tempo stesso. Quando Giorgio Squinzi ti stringeva la mano eri sicuro che nulla avrebbe potuto cambiare quell’accordo, non serviva davvero altro. Chiamarlo signore è poco...». —
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