Il Silb: «No ai circoli che fanno attività imprenditoriale»
«La nostra posizione è nota da tempo e la riaffermiamo: una netta condanna nei confronti dei circoli dove si fanno intrattenimenti danzanti non autorizzati. Sia chiaro, non abbiamo nulla contro i circoli in sé, ma contro quei circoli che fanno attività imprenditoriali mascherate». Così il Silb, sindacato locali da ballo, che tramite il segretario Luca Ascari cerca di fare il punto su questo aspetto. «Gli imprenditori - afferma - devono garantite le stesse condizioni d’esercizio anche in quei posti che proprio circoli non sembrano: quando hai centinaia e centinaia di persone non è più un'attività circolistica ma è una attività imprenditoriale a tutti gli effetti e come tale va assoggettata alle stesse regole normative delle discoteche e dei pubblici esercizi. Quindi sicurezza in primis: vuoi far ballare? Bene, però ti adegui». Tecnicamente però mentre tutti i locali da ballo passano al vaglio della commissione provinciale vigilanza per il pubblico spettacolo, questo non avviene con i circoli perché, in quanto tali, non fanno pubblici spettacoli. O almeno non dovrebbero.
«Dopo Corinaldo - ricorda Ascari - ad inizio di gennaio abbiamo avuto da parte della commissione di vigilanza o meglio da parte del prefetto un giro di vite in tutti i locali e i verso coloro che avevano i permessi per fare per poter ballare. Quello dei circoli è un problema vecchio. L’unica arma che le forze dell’ordine hanno per verificare che tutto sia in regola è andare sul posto e verificare che all'interno ci siano persone che non hanno la tessera. Perché soltanto i soci hanno diritto di essere in quell’area».
«Ma si pone anche un altro problema- aggiunge Ascari - Che differenza c’è fra il fatto che è un circolo e che ci sono trecento, quattrocento persone e che le stesse invece siano in una discoteca? Stanno comunque ballando. Che differenza c’è che siano soci oppure no? Non è lo stesso pericolo che corrono le persone? Non devono queste avere le stesse assicurazioni che debbono avere quelli che vanno in discoteca? Avere ad esempio la certezza che un muro non venga giù o quant’altro? Perché io che pago la tessera posso finire in un posto dove non è garantita la sicurezza? Questo è il vero gioco. La nostra battaglia è questa: se io comunque devo fare danzare delle persone devo essere a posto dal punto di vista della sicurezza». A tal proposito il Silb ricorda come ora assieme al Comune stanno seguendo i primi passi relativi alle richieste di dei bar-ristoranti che vogliono fare ballare la gente, magari anche solo una sera alla settimana.
«In questi posti - conclude Ascari - devono esser garantite le stesse condizioni di sicurezza, quindi devono adeguarsi alle norme». Insomma in disco come nei circoli va garantita la massima sicurezza. «Non vedo la differenza, ci siano 500 persone in disco o in circolo: solo una questione di tessera?». —
S.TO.
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