Fisco facile LIMITAZIONI AI CONTANTI MA PERCHÈ NON PREMIARE CHI DAVVERO NON EVADE?
La lotta all'evasione è uno dei tormentoni dei vari governi. Anche il presidente Conte ne ha fatto uno dei leit motiv in una recente conferenza stampa. Dal 2006 a oggi il recupero delle tasse evase – compresi i contributi previdenziali – è quadruplicato, passando da 4,4 a 19,2 miliardi di euro. Ma l’Italia continua a mantenere il primo posto in Europa per fiscalità evasa, con 190,9 miliardi di euro, pari all’11,5 per cento del Pil. Una stima questa, emersa dall’ultima statistica, The Tax reserach LLP, affiancata da un altro studio, The European Tax Gap. E in effetti 191 miliardi di euro evasi sono un costo non indifferente.
L’Agenzia delle entrate , in base alla relazione sull’evasione fiscale e contributiva, allegata alla nota di aggiornamento al DEF 2018, è riuscita a recuperare 20,1 miliardi di euro, di cui 7,4 miliardi attraverso la riscossione coattiva solo nel 2017. Ma veniamo all’attuale situazione: la proposta del governo di combattere l’evasione fiscale tassando i prelievi del contante a favore degli strumenti di pagamento elettronici. Da un’indagine, realizzata da mUp Research – in collaborazione con Norstat – che ha interrogato un campione rappresentativo di cittadini, anche nella città di Modena, si è scoperto che siamo restii ad abbandonare banconote e monete. C’è una parte di cittadini, il 10%, che teme l’iniziativa del governo, preoccupata che in questo modo lo Stato possa tracciare facilmente tutte le spese.
La tracciabilità tendenzialmente non serve al nostro Fisco per massacrare la povera pensionata ma per indurre l’impresa a fare lo scontrino o la fattura, documento che col contante in mano sarebbe più restia ad emettere.
I giovani, ad esempio, sono più propensi a utilizzare le carte, mentre gli adulti non riescono a dire basta al denaro “fisico”. Ma è proprio vero che gli italiani non vogliono usare le carte perché “qualcosina” vogliono tenere nascosto?
La signora che fa la spesa al supermercato e usa i contanti stimola l’evasione? E il meccanismo premiale nell’uso della carta di credito, cash back, come potrà essere messo in pratica in maniera efficiente? Se è vero che l’Italia non è ancora riuscita a risolvere la questione dell’evasione fiscale, è altrettanto vero che nulla è stato proposto per “premiare” chi le tasse le ha sempre pagate, mentre lo Stato si dimostra convinto che la soluzione più efficace sia solo quella di colpire chi evade. E qual è l’evasione più deleteria? Quella delle multinazionali esterovestite oppure quella dell’artigiano?
* dottore commercialista
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