Taglio progetti formativi «Scelta Ruini rischiosa»
Nuovo caso a Sassuolo: questa volta, al centro della bufera, l’assessore alla pubblica istruzione Corrado Ruini. L’assessore di centrodestra, ha infatti preso la decisione di cancellare una ventina di progetti formativi dalle scuole adducendo, tra le motivazioni, quella di essere stato in prima persona «vittima, per 40 anni, prima da studente e poi da genitore, di un’egemonia totalizzante, di una “gabbia culturale”». E aggiunge: «Ci sono pezzi di storia che sono stati oscurati per decenni e i tempi sono maturi per aprire fasi nuove per le giovani generazioni».
«Gravissime e inaccettabili le affermazioni dell’assessore Ruini. Ci si chiede quale sia la sua conoscenza della realtà scolastica di Sassuolo» tuonano Giulia Pigoni e Maria Savigni, ex assessori di centrosinistra.
E continuano: «I progetti riguardano proposte raccolte negli anni dagli uffici, in un costante contatto con il mondo della scuola, e che non sostituiscono, ma al massimo affiancano la scelta educativa della scuola. Chi fa riferimento a imposizione di un modo di vedere o di un’ideologia non sa di cosa parla, non sa cos’è la libertà di insegnamento».
Anche l’Anpi di Sassuolo si inserisce nel dibattito, con Maria Antonia Bertoni che attacca: «Sotto la mannaia purificatrice del Grande Inquisitore Ruini cadono il progetto che affronta il tema dei diritti dei rifugiati e richiedenti asilo; quello che fa conoscere ai ragazzi delle elementari gli articoli della Costituzione attraverso il racconto di uno storico specializzato che li porta sui luoghi della memoria del fascismo e della resistenza a Sassuolo, quello che si occupa di far comprendere ai ragazzi le differenze di genere e l‘importanza del rispetto di ogni diversità compresa quella di genere (che Ruini pasticcia con la “teoria” del gender)». A preoccupare l’opposizione, è sopratutto quello che è ritenuto «un oggettivo impoverimento dell’offerta formativa, indice della ristrettezza di visione di questa giunta».
E se gli ex amministratori temono che a imporsi sia una sola visione, quella di Ruini, anche l’Anpi alza i toni: «Guarda caso, tutto ciò che educa al riconoscimento dell’Altro da sé e al rispetto delle peculiarità di ogni persona umana, allo spirito critico e alla memoria, all’aiuto e alla solidarietà, è per il nostro assessore una gabbia da cui generosamente ci libererà e per la quale non intende impiegare neppure una minuzia di risorse». —
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