La solidarietà dei 200 per dire no ai violenti
La reazione dei sindaci e della comunità alle scritte indegne contro gli agenti assassinati a Trieste. Dono analogo a Carpi
MEDOLLA. Duecento le persone che hanno preso parte al presidio davanti al municipio di Medolla, alle 19 di ieri, per testimoniare solidarietà ai due poliziotti assassinati a Trieste, ai loro colleghi feriti e alle forze dell’ordine tutte.
E per ribadire «che Medolla è un’altra cosa», come ha sottolineato il sindaco Alberto Calciolari, condannando le scritte ingiuriose rivolte ai due agenti uccisi apparse domenica mattina in paese lungo via San Matteo, nei pressi del cimitero di Villafranca.
Dopo il ritrovo davanti al municipio, un silenzioso corteo si è snodato per via Rimembranze fino alla vicina piazza Garibaldi. Presenti i sindaci dell’Area Nord, esponenti di tutti gli schieramenti politici, polizia con la dirigente del commissariato di Mirandola Emanuela Ori, esponenti dei sindacati dei poliziotti, carabinieri, polizia municipale, rappresentanti di Anpi, Spi Cgil, Auser, il consigliere regionale Pd Enrico Campedelli, il consigliere comunale mirandolese di Fratelli d’Italia Marian Lugli, assessori e consiglieri di Comuni vicini, soprattutto ragazzini delle locali società sportive e tanti cittadini che hanno voluto testimoniare la propria vicinanza alle forze dell’ordine e ribadire come quelle scritte abbiano offeso l’intera cittadinanza medollese.
In piazza Garibaldi è stato osservato un minuto di silenzio per commemorare i due giovani agenti uccisi.
L’iniziativa è stata voluta dall’Amministrazione comunale di Medolla ed era rivolta a tutti i cittadini di ogni schieramento politico: «per dare un segnale di forte unità e di presa di distanza da quelle scritte che non ci appartengono – ha spiegato il sindaco Calciolari – e per testimoniare solidarietà alle forze dell’ordine e alle loro famiglie. Le altre scritte, sempre in via San Matteo, hanno invece vilipeso il Sud e inneggiato al fascismo. Ebbene Medolla non è questa» ha concluso Calciolari leggendo anche il primo articolo della Costituzione italiana. E proprio nel punto in cui sono comparse le scritte incriminate, sulla cui matrice sono in corso indagini da parte dei carabinieri della locale stazione e della polizia, già in passato erano apparse scritte diverse di natura calcistica. È probabile si tratti di giovani e confusi balordi già noti, ma le telecamere non idonee obbligheranno ad indagini più complesse, per quanto necessarie.
Ovviamente grandissima è stata l’indignazione in paese e un po’ in tutta Italia per il gesto, e decine sono stati i commenti sui social di medollesi e politici che stigmatizzavano le scritte offensive.
Intanto anche a Carpi alcuni cittadini hanno portato in dono al Commissariato di via Elsa Morante una pianta in segno d’affetto e vicinanza per il dolore provocato dal lutto: «Per Matteo e Pierluigi, ai figli d’Italia»: questo il messaggio sul biglietto che accompagna il dono. —
L.M.
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