«Ruini e la giunta impoveriscono formazione e visione degli alunni»
sassuolo. savigni e pigoni e i tagli ai progetti scolastici
La questione sollevata da Maria Savigni e Giulia Pigoni nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale sulla riduzione della proposta formativa per le scuole di primo e secondo grado continua a fare parlare di sé. Facciamo un passo indietro: i due consiglieri, insieme a Serena Lenzotti, avevano presentato in Consiglio un’interrogazione riguardante la riduzione dell’offerte formativa nelle scuole. «Sono stati cancellati – aveva risposto l’assessore Ruini – 20 progetti di cui 13 con zero presenze l’anno precedente, quindi di fatto inesistenti. Questo attacco in cui si parla di scuola povera di progetti formativi conferma quel complesso di superiorità intellettuale che io definisco snobismo morale, comprensibile per chi forse non ha ancora digerito l’esito democratico delle ultime elezioni». Una risposta che aveva lasciati insoddisfatti i consiglieri a 360°, specialmente per quanto riguarda la parte riferita al progetto per educare alle differenze di genere, respinto dalla giunta, aveva spiegato ancora l’assessore, per la “non condivisione della teoria gender”. «Gravissime e inaccettabili – sono insorte Savigni e Pigoni – le affermazione dell’assessore Ruini. Al di là dei numeri, che possono essere piegati a qualsiasi interpretazione (chi dice che un progetto che costa poco valga poco?), quello che preoccupa è l’oggettivo impoverimento dell’attività formativa, che è indice della ristrettezza di visione di questa giunta. L’assessore ha rigettato un progetto sulla violenza di genere, rifiutando un finanziamento regionale dedicato a questo tema, perché teme lo strisciante diffondersi della teoria gender... Allora non parliamo di bullismo, di violenza di genere, di sopraffazione. Non è pervenuta, a questo proposito, la posizione dell'assessore alle pari opportunità Camilla Nizzoli. Le motivazioni dell'assessore Ruini non hanno nulla a che fare con questo progetto, che ha come finalità la promozione del rispetto della donna nella comunità sociale. In un anno, il 2019, in cui ci sono stati 9 femminicidi in 9 mesi, solo in Emilia Romagna. Ma di certi argomenti a scuola non si deve parlare. Come non si deve parlare di migrazione, altro progetto cancellato. Perchè i temi attuali sono pericolosi, e ideologici. Come se la scuola non avesse il dovere di insegnare il pensiero critico, che ci sono diversi punti di vista e che i fenomeni sono più complessi e bisogna affrontarli. A Sassuolo faremo la marcia del 25 novembre contro i femminicidi, ma a scuola non si dovrà parlare di violenza di genere. O se ne dovrà parlare solo secondo "il messaggio politico che in tema educativo e culturale " la giunta vorrà imporre: sono le parole dell'assessore stesso, che, forse, dichiara apertamente che l'educazione avrà, sotto il suo mandato, uno specifico fine politico». —
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