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Banda di giovanissimi rapina la sala slot e spende 30mila euro

Francesco Dondi
Banda di giovanissimi rapina la sala slot e spende 30mila euro

Quattro ragazzi, ospiti di una casa famiglia di Medolla, fermati dai carabinieri Botte al commerciante e poi shopping sfrenato a Bologna tra vestiti e cellulari

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Un curriculum criminale già di alto livello a cui la settimana scorsa si è aggiunta anche una rapina ad una sala slot di via Alessandrini. La banda di giovanissimi, di età compresa tra i 15 e i 18 anni, è però stata fermata dai carabinieri della Compagnia di Carpi e dei colleghi di numerose stazioni della Bassa che in una settimana hanno chiuso il cerchio intorno ai quattro ragazzi, ospiti di una comunità rieducativa per minori di Medolla. Due di loro sono anche i responsabili di un furto d’auto, avvenuto pochi giorni fa, che aveva portato all’ennesima denuncia. Questa volta dovranno tutti rispondere di rapina aggravata in concorso ai danni di un cinese che gestisce la sala giochi “New Lottery”. Nei guai è finita anche una 22enne di Concordia, indagata per favoreggiamento: è colei che ha accompagnato la banda sul luogo del colpo e poi l’ha scaricata alla stazione dei treni di Cividale, custodendo in auto il cacciavite usato a mo’ di minaccia e un guanto in lattice indossato durante l’azione.

IL COLPO

È mercoledì sera quando uno dei ragazzi chiama la 22enne. Le dice che è in zona stazione e che vorrebbe essere raggiunto. Pochi minuti dopo c’è l’incontro a cui partecipano anche gli altri tre futuri rapinatori. Parte una nottata a zonzo per la Bassa - mappata dagli stessi cellulari - che passa da Massa, Medolla e San Prospero. All’1.30 però la nottata cambia e l’auto del gruppo si ferma davanti alla sala slot. In testa hanno già un piano ben preciso e suddiviso anche i ruoli.

Due entrano e si spacciano per giocatori, posizionandosi alle slot, un altro resta a fare il palo, il quarto rimane nei pressi della vettura dove la ragazza è ferma al posto di guida. Con una scusa - un presunto malfunzionamento della macchinetta - riescono a far uscire il gestore cinese dal suo gabbiotto di controllo. È un attimo: viene aggredito alle spalle da un giovane incappucciato, con i guanti di lattice e con in mano un cacciavite. Lo pestano a sangue con calci e pugni e gli strappano le chiavi della cassaforte, il loro obiettivo. Pochi istanti dopo sono già all’esterno con circa 30mila euro in contanti.

LA FUGA e lo shopping

In viale Gramsci, esultanti, si godono il momento ma c’è un intoppo: la ragazza somatizza ciò che è appena accaduto e ha un malore. Le loro strade si dividono nei pressi della stazione: lei tornerà a casa mentre i quattro banditi si dirigono, con il primo treno della mattina, a Bologna. E in città si danno alle spese pazze con tutto quel contante che hanno in tasca. Frequentano negozi costosi, acquistano abiti griffati, cellulari di ultima generazione, gioielli e orologi in oro. Si muovono a bordo di taxi dove - svela un taxista - fanno anche cenno ad alcuni personaggi criminali delle serie televisive. E poi pasteggiano al ristorante più volte. Spendono talmente tanto contante che al momento dei fermi i carabinieri troveranno loro soltanto qualche centinaia di euro.

Le indagini e i fermi

Gli investigatori si mettono sulle tracce dei rapinatori appena il cinese ferito dà l’allarme. Qualche sospetto lo hanno subito a testimonianza di come conoscono i profili criminali del gruppo; ipotesi che vengono rapidamente confermate anche con l’ausilio delle telecamere di sorveglianza della sala giochi e dei riscontri antropometrici effettuati. Inizia così la caccia al gruppo che porta i carabinieri fino a Forlì, cittadina di origine di uno dei giovani, tolto alla famiglia e inviato dal tribunale alla comunità rieducativa di Medolla. Non ha ancora compiuto 18 anni ma alle spalle ha precedenti per furto, rissa, danneggiamento seguito da incendio, indebito utilizzo di carte di credito, vilipendio alla religione dello Stato, minaccia, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e inosservanza delle norme sull’immigrazione. È lui il primo ad essere sottoposto a fermo di indiziato di delitto.

La banda inizia ad agitarsi e si muove tra Bologna e la Bassa, sente i carabinieri con il fiato sul collo e tenta di eludere i controlli ma sabato 5 altri due banditi di 15 e 17 anni vengono intercettati a San Felice. Ricettazione, furto, rapina, maltrattamenti contro familiari, estorsione, porta abusivo d’armi, vilipendio alle Istituzioni, lesioni: sono i vari reati già iscritti nel curriculum dei due.

All’appello manca soltanto l’ultimo del gruppo, l’unico maggiorenne, il capo. Il sospetto è che possa aggirarsi nei pressi della comunità “La Favola Mia” di Medolla dove è stato ospite e dove ancora custodisce alcuni suoi oggetti. Ed è lì che lunedì i carabinieri lo intercettano, pazientemente aspettano che si allontani e procedono al fermo a Mirandola, nei pressi della Coop. Tutti e quattro finiscono in carcere, il 18enne A.P. al Sant’Anna di Modena e gli altri tre in un istituto minorile di Bologna dove attendono la convalida dell’arresto e di conoscere il loro futuro.

I soldi li hanno ormai tutti spesi, ma nelle perquisizioni vengono sequestrati telefoni cellulari di ultima generazione, abiti griffati e orologi. Sono i regali che si sono fatti durante la latitanza a Bologna, ma è soprattutto l’ultimo tassello che si aggiunge alle prove già raccolte. —

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