Barcaiuolo (FdI) «Sì, In Emilia si sta bene ma nelle altre regioni al Nord si sta meglio...»
Michele Barcaiuolo (Fratelli d’Italia) risponde al sondaggio del Pd dove un elettore su due di centrodestra dichiara che Bonaccini piace
MODENA «Che in Emilia Romagna si stia bene è una cosa assolutamente vera, ma si sta bene nonostante il Partito democratico e i suoi amministratori, non grazie a loro». A dirlo è Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia e capolista Fdi alle elezioni regionali del 26 gennaio prossimo. Il leader dei “meloniani” in regione interviene così sul sondaggio di Emg Acqua che a metà settembre, intervistando mille elettori emiliano-romagnoli, ha rilevato un sorprendente 56% di elettori del centrodestra che apprezzano il lavoro di Stefano Bonaccini, presidente in viale Aldo Moro e ricandidato per il centrosinistra alla guida della Regione. «Senza dubbio Bonaccini è un candidato forte - incalza Barcaiuolo - e senza dubbio il fatto di aver governato per cinque anni, sfruttando ogni evento e ogni occasione per capitalizzare la visibilità dal punto di vista elettorale, lo ha aiutato parecchio». Del resto, secondo il capolista Fdi alle regionali, «in Emilia Romagna si sta bene, ma la nostra regione potrebbe crescere molto di più se decidesse di lasciarsi alle spalle il “sistema” e le cinghie di trasmissione che girano attorno ai soliti noti. Con un governo di centrodestra - aggiunge Barcaiuolo - l’Emilia Romagna potrebbe crescere ancora di più, e la conferma viene dalle tante regioni del nord amministrate dalla nostra coalizione. Insomma, chi dice che da noi si sta bene può forse dire che in Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto o Friuli Venezia Giulia si sta male? E allora - sorride il leader di Fratelli d’Italia - viene da pensare che la nostra regione sia più che altro l’eccezione alla regola secondo la quale il buon governo viene con il centrodestra. Ma noi vogliamo attaccarci a quel treno, il treno della Lombardia e delle altre regioni del nord, e fare in modo che la nostra regione cresca. E per farlo dobbiamo fare una cosa: cogliere questa storica occasione e vincere le elezioni del 26 gennaio, mandando a casa il presidente Bonaccini e la sua ricerca di un’alleanza, vera o finta che sia, con un Movimento 5 Stelle che non può che frenare la crescita di questa regione». —
L.G.
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