Gazzetta di Modena

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delitto della ferrovia 

Concas condannato a 24 anni per l’omicidio della prostituta

Carlo Gregori
Concas condannato a 24 anni per l’omicidio della prostituta

Strangolata e gettata sotto il treno: il magazziniere sardo riconosciuto colpevole  Scontò il carcere per un delitto simile, è indagato anche per la morte di un’amica

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Ventiquattro anni di carcere. È la condanna secca, senza risarcimenti in vista - nessuno si è costituito parte civile per la povera vittima - inflitta ieri mattina dal giudice Andrea Romito a Pasquale Concas. È il magazziniere 51enne sardo residente a Montale accusato di aver rapinato e ucciso una prostituta sua conoscente: Arietta Mata, una ragazza ungherese che frequentava i marciapiedi di via Emilia Est vicino a Obi. Concas è stato riconosciuto colpevole di omicidio e anche di rapina (alla ragazza furono portati via parecchi soldi che teneva in un calzino nascosto). Il pm Katia Marino aveva chiesto per lui 26 anni di carcere, comprendenti già uno sconto di un terzo della pena, dato che l’imputato aveva chiesto il rito abbreviato. I suoi difensori - gli avvocati Roberto Ricco e Marco Pellegrini - hanno combattuto a lungo sull’interpretazione delle prove raccolte dalla Procura e dalla Squadra Mobile, soprattutto sulla controversa vicenda del telefonino della vittima che non dava un segnale al momento del decesso e la goccia di sangue di Arietta trovata sul tappetino dell’auto di Concas e hanno ribadito più volte le perplessità anche in aula ma proprio per la sua natura stringata, il processo abbreviato non ha permesso loro di sviscerare le incongruenze. Perciò il materiale indiziario raccolto - soprattutto la goccia di sangue della vittima - è stato sufficiente per arrivare a questa condanna. Concas è infatti alla sua seconda condanna per omicidio di una donna dopo una rapina. Un fatto che ha pesato nel portare i sospetti su di lui, da mesi frequentatore abituale di Arieta Mata, ma con la quale, a suo dire, non aveva rapporti sessuali. Nel 1994 era stato accusato di aver ucciso una anziana di Olbia, Loredana Gottardi, ammazzata dopo una lite per questioni di soldi. Il magazziniere sardo aveva scontato lunghi anni di carcere e poi si era trasferito a Modena. E ora si è trovato nuovamente accusato di omicidio dopo la scoperta di un cadavere orrendamente mutilato da un treno in corsa.

Un fatto raccapricciante avvenuto nel gennaio 2018 inizialmente attribuito a un intento suicida o al massimo a un incidente. Invece l’autopsia portò alla luce un caso di strangolamento. L’urto col treno, avvenuto dietro il ristorante Riverside in piena notte, era quindi stato creato per depistare. E sempre Concas, molti mesi dopo quando era già in carcere, è stato accusato di un terzo delitto (questo ancora dubbio): la morte dell’avvocato Elena Morandi soffocata dal fumo dell’incendio nella sua casa vicino a via Vignolese. Una tragedia che pareva fortuita ma che in realtà potrebbe essere stata innescata ad arte con un mozzicone di sigaretta nella camera da letto mentre la vittima dormiva in sala. Un caso aperto, in realtà, del quale non si sa ancora nulla. Il fatto più triste di questo processo resta l’assenza di una qualunque persona che avesse cara Arieta: nessuno l’ha rappresentata la processo. —



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