Gazzetta di Modena

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la difesa 

Gli avvocati: «Alcuni elementi controversi»

C.G.

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Si va in appello. Gli avvocati Roberto Ricco e Marco Pellegrini non hanno dubbi: ci sono troppi aspetti rimasti in ombra al processo abbreviato che ha portato alla condanna a 24 anni di Pasquale Concas. Spiega Ricco: «È una sentenza da leggere, vanno capiti i criteri per una condanna così importante. Ci sono molti elementi inesplorati e contraddittori. Ci sarà un appello. Intanto aspettiamo di leggere le motivazioni».

Aggiunge Pellegrini: «Il mondo della prostituzione è un campo in cui si fa fatica entrare. Gli accertamenti dei consulenti, del medico legale, sulle celle telefoniche e sul gps danno esiti ambigui: sono interpretabili sono aspetti diversi. I nostri consulenti hanno dato risposte diverse da quelle della Procura». Sulle celle telefoniche aggiunge: «Concas si trovava in quella zona, lo ha anche detto, ma ha riportato Arietta viva da lì. In fatto è che Concas non era nello spesso posto in cui veniva spento il cellulare. Ed a spegnerlo non è stato lui ma l’assassino». —

C.G.

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