Gazzetta di Modena

Modena

il piano per il 2020-2022 

La Fondazione Cassa investe 25 milioni: un parco per l’innovazione e due palasport

Serena Arbizzi

Il presidente Faglioni: «A Santa Croce investimento di rilievo nazionale da 14 milioni nell’area verde da 260mila metri»

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Un parco dell’innovazione da 14 milioni, dedicato a formazione e imprese, due nuovi palazzetti dello sport, nell’ambito di investimenti complessivi che si attestano sui 25 milioni di euro, «una somma che per quanto riguarda questa voce non ha eguali nella storia dell’ente».

Così il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi Corrado Faglioni ha presentato il documento programmatico previsionale di Palazzo Brusati Bonasi, che abbraccia le attività e le linee di intervento approvate per il trienno 2020/2022. I 25 milioni si attestano sul 9% del patrimonio dell’ente, che per il 2019 prevede un utile di quasi 9 milioni (8,867 per la precisione) al lordo degli accantonamenti.

CITTADELLA INNOVAtiva

Sarà una grande cittadella dell’innovazione, il parco di Santa Croce. Come annunciato nelle scorse settimane la Fondazione, ha l’intenzione di aprire la grande area verde di 260 mila metri quadri alle porte della città e ora si disvela lo scenario.

«Con questo progetto e questo piano, attento ai giovani, puntiamo a passare da mero ruolo di sostenitori del territorio a fautori di innovazione – prosegue Faglioni – Vogliamo creare un’attrattività che catalizzi l’interesse nazionale e internazionale per diventare punto di riferimento anche per chi viene dall’estero».

Nel parco sono state messe a dimora oltre 3 mila piante e arbusti: «Nei tre anni si trasformerà in un parco polifunzionale per il rilancio socio economico del territorio, dove oltre a realizzare impianti e infrastrutture di carattere sportivo – continua il presidente – costruiremo luoghi di promozione di nuove attività per i giovani, come start-up e locali per coworking. E in collaborazione con l’università si potrà fare formazione. I due edifici già esistenti saranno destinati a funzioni di accoglienza e ricettive. Saremo attivi e compartecipi delle strutture realizzate. Questo è un cambio di rotta dell’ente che necessità dell’aiuto di tutta la comunità. Sarà un forte segnale che intendiamo dare per risvegliare lo spirito imprenditoriale, da sempre orgoglio di questo territorio. E ringraziamo per le sollecitazioni pervenute per la riapertura, ma sul parco stavamo già lavorando da un anno», rimarca Faglioni, riferendosi alla lettera scritta dal sindaco in rappresentanza del Consiglio comunale.

Il parco, come gli altri progetti previsti dall’ente, si concluderà entro il 2022 ma un primo modulo consentirà di aprire il polmone verde già dalla prossima estate. Qui troverà spazio anche il volontariato.

Il nuovo programma strategico sarà monitorato in modo oggettivo da un algoritmo che consentirà di non fare scendere il valore dei fondi per l’attività di istituto al di sotto del limite minimo di 6,4 milioni. Mentre per il solo 2020 le erogazioni saranno di 3,2 milioni.

I PROGETTI PIU’ DATATI

Un ulteriore fattore di svolta rispetto al passato è dato dalla volontà della Fondazione di sveltire la realizzazione dei progetti più datati, che occupano un volume consistente. Oltre il 65% dei contributi di quest’anno sono stati stanziati per attività la cui realizzazione è prevista dai quattro o cinque anni in su. Nel sistema Acri in cui sono presenti anche le altre Fondazioni, quella carpigiana ha distribuito maggiori erogazioni in arte e cultura, ma è a zero per quanto riguarda Ricerca & Sviluppo, un fattore che, invece, in futuro verrà perseguito come obiettivo. Per quanto riguarda, poi, Carpi fashion system il presidente ha annunciato «un progressivo alleggerimento delle erogazioni fino all’autosostenibilità del progetto stesso».

Non mancano, come di consueto, la salute e il sociale, con l’acquisto di nuove apparecchiature per il Ramazzini. —

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