Terrorizzava la ex, condannato
BOMPORTO. Due anni e otto mesi di reclusione per Lorenzo M., il 39enne imputato di stalking e maltrattamenti in famiglia, per avere ripetutamente vessato l’ex compagna, cui “prese fuoco “ anche l’auto, la notte di Capodanno del 2015.
Il processo di primo grado, istruito dal sostituto procuratore Marco Imperato (poi trasferito a Bologna) si è concluso con una condanna, che include il risarcimento di 3.000 euro di spese legale e una “provvisionale”, ovvero un primo risarcimento di 10.000 euro all’ex compagna (costituita parte civile con l’avvocato Michelangelo Strammiello), che potrà poi chiedere un più congruo risarcimento al giudice civile, in un separato giudizio.
Il 39enne, difeso dall’avvocato Casagrande, aveva chiesto una sentenza di segno opposto.
La vicenda divenne di dominio pubblico in tutta la sua gravità proprio con l’incendio di fine 2015, sotto il condominio di San Michele dove la donna si era rifugiata con i due figli da qualche tempo. Bruciò la Bmw X3, parcheggiata nei pressi del garage di fianco a casa della donna, bersaglio da mesi di atti persecutori nei suoi confronti, viveva al primo piano: «Sono divorziata da tempo e da allora vivo qui con i miei figli nel terrore - disse l’indomani, senza fare nomi pubblicamente - è da mesi infatti che sono vittima di atti persecutori e vandalici. Non vorrei punture il dito contro nessuno, ma ho i miei sospetti perché queste non possono essere tutte coincidenze. L'incendio dell'altra notte è solo l'atto estremo e brutale da parte di chi, da troppo, cerca di rovinarmi la vita. Adesso ho davvero paura, perché non mi sento più tutelata da nessuno, e pensare di essere svegliata nel cuore della notte così, mentre sono in casa con i miei figli, è inquietante».
Le immagini della videosorveglianza del cortile in cui la macchina era parcheggiata, sono state infatti subito acquisite, per fare chiarezza sull'accaduto, e hanno contribuito alle indagini sulla situazione, fino all’imputazione che ieri si è tradotta in sentenza.
«Se penso al pericolo che ho corso insieme alle bambine piccole, ho ancora i brividi. Il senso di terrore ed impotenza che provo, non lo auguro a nessuno», disse la vittima. —
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