Il Nazionale spegne cinquanta candeline ricordando Mirella «Una vita per il bar»
Stasera la festa in occasione del compleanno dell’ex titolare I figli: «In decenni di attività non fece mai un giorno di ferie»
Nel cuore del centro storico di Spilamberto, accanto alla chiesa in corso Umberto I, c’è un bar, che ormai può definirsi un’icona del territorio. È il “Bar Nazionale dalla Mirella” che compie 50 anni di attività ed è una delle tre “Botteghe Storiche”. Oggi, alle ore 20, ospiterà una grande festa, aperta a tutti, che vedrà la partecipazione del musicista Beppe Cavani.
«Mirella è il nome della nostra mamma - racconta Annarella Franciosi, titolare insieme ai due fratelli Cosetta e Andrea - Lei e mio padre hanno aperto l’attività nel 1969 e ci hanno sempre lavorato con grande passione, 365 giorni all’anno, senza mai fare nemmeno un giorno di ferie fino a quando non se ne sono andati. Oggi sarebbe stato il compleanno della mamma e allora quale occasione migliore per festeggiare il 50° anniversario della nostra attività. Ne sarebbe stata lusingata».
Concordano gli spilambertesi nel definire il locale innovativo già negli anni ’70, perché è sempre stato al passo con i tempi grazie alla curiosità di Romano, marito di Mirella che attento alle tendenze, era sempre pronto a rinnovarlo. Da bar con tanto di jukebox, flipper e tavolo da bigliardo negli anni ’70 a paninoteca negli anni ’80 e ora nota birreria della zona dove anche le nuove generazioni di ragazzini sono soliti passare le loro serate.
«In tutti questi anni di attività ricordo con emozione il viso gioioso di mia madre Mirella quando nel 2002 i proprietari del palazzo decisero di vendere il locale - afferma Cosetta - la mamma non ebbe dubbi, chiese un mutuo e lo acquistò. Finalmente il suo sogno di diventare proprietaria si avverava».
Anche la zia, Santa Grappi, sorella di Mirella è stata una colonna portante del locale. La sua presenza fin dalle prime ore del mattino ne garantiva l’apertura per tutta la giornata. «La morte della mamma e quella della zia, avvenute in un brevissimo lasso di tempo nel 2018, hanno destabilizzato noi tre fratelli a tal punto da chiederci se continuare o meno l’attività - continua Andrea - Veniva a mancare il cuore pulsante della birreria, veniva a mancare la “regina degli hamburger”, come veniva definita la mamma a Spilamberto, grazie all’ottima qualità di carne che da sempre si può degustare nel nostro locale. Poi, in suo onore, abbiamo deciso di continuare e non ce ne siamo pentiti».
Annarella, Cosetta e Andrea si dicono infatti orgogliosi di proseguire la tradizione del bar Nazionale, nel quale imperversano ancora tavoli di legno e panche colorate, quasi a conservare quell’identità di un tempo, creata da Mirella e Romano, simbolo di aggregazione pre- smartphone. —
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