La Psichiatria cambia casa Investimento da un milione
Starace, Salute Mentale: «Sarà un modello apripista per tutta la regione» Brambilla, direttore Ausl: «Citata al Parlamento Europeo come buona pratica»
La Psichiatria del Ramazzini cambia look e lo fa in un modo decisamente importante, con un investimento di 1 milione e 100 mila (un milione dalla Regione e il resto dall’Ausl) per il miglioramento e l’ampliamento della struttura, il cui corpo di fabbrica ha una superficie di 1200 metri quadrati.
Se lo scorso aprile sono stati presentati i locali al primo e il secondo piano, dove ha sede il Centro di salute mentale del distretto, ieri, Giornata mondiale della salute mentale, è stato il turno del pian terreno, che ospiterà il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura e la residenza a trattamento intensivo. Si tratta di 10 posti distribuiti in tre per pazienti con patologie acute e sette residenziali.
Le modifiche hanno consentito un miglioramento antisismico, simboleggiato dalla struttura metallica a forma di croce installata sulle facciate. L’impiantistica, inoltre, è stata adeguata alle nuove normativa, la coibentazione esterna e la sostituzione degli infissi garantiscono poi un alto risparmio energetico. Spazio anche all’associazione di famigliari e amici “Al di là del muro”, che ha allestito al piano terra una mostra fotografica, dal titolo “Trova l’intruso”, a cura di uno dei soci, Maurizio Bergianti, al piano terra. Il percorso di ampliamento e adeguamento della struttura non è stato per niente semplice ed è durato anni. «Dopo un lungo confronto e tante discussioni - afferma Giorgio Cova, presidente dell’associazione - sarà possibile migliorare a Carpi il servizio rivolto alle persone con disturbi di natura mentale».
L’assessore alle Politiche sociali Tamara Calzolari parla di un “bel passo avanti”, mentre il sindaco Alberto Bellelli, ieri a Bruxelles, ha fatto sapere che «la nuova struttura completa un importante investimento da parte dell’Azienda su questi temi. È stato fatto un lavoro significativo, abbiamo in ogni modo sempre cercato di ridurre il tema dei ricoveri coatti e cercato forme di sperimentazione adeguate».
Stefania Ascari, direttrice del distretto, ha fatto gli onori di casa, ricordando il percorso della struttura, «composta anche da una parte di giardino». Fabrizio Starace, direttore del dipartimento di Salute mentale e dipendenze patologiche, ha rimarcato che «una buona salute mentale necessita di spazi belli per valorizzare le persone che si trovano ad abitarli. Questo reparto da anni ha azzerato la pratica inumana della contenzione (presente, invece, in provincia, ndr). E sarà apripista per altre innovazioni in Emilia Romagna»-
Giuseppe Tibaldi, direttore dell’area complessa area nord ha aggiunto che «la palazzina rappresenta tutti i momenti della nostra attività professionale. Un grazie particolare per questi anni alla coordinatrice Emanuela Ferri».
Del reparto si è anche parlato al Parlamento europeo mercoledì. «Modena è stata presentata come buona pratica per la salute mentale - ha concluso Antonio Brambilla, direttore generale Ausl Modena - E il rapporto tra l’associazione e l’amministrazione testimonia una visione di integrazione tra ospedale e territorio». —
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