Sicurezza per i ciclisti: «Percorsi casa-scuola ignorati dal Comune»
La Fiab va all’attacco e boccia le scelte intraprese, dal cantiere del Corni alla ciclabile chiusa in viale Monte Kosica
Una questione decisamente importante, se si parla di mobilità sostenibile e di sicurezza per ciclisti e pedoni. Una questione sulla quale il Comune «continua a chiudere gli occhi», almeno secondo la Fiab. Se il nuovo Piano urbano della mobilità sostenibile si avvia verso la discussione e il voto in Consiglio comunale - che arriverà entro fine anno, mentre al momento sono in corso le valutazioni tecniche sulle tante osservazioni arrivate da associazioni e partiti politici, prima di passare alla fase delle controdeduzioni in commissione - a criticare le politiche portate avanti dall’amministrazione comunale sul tema dei percorsi casa-scuola e della loro sicurezza è la Federazione italiana ambiente e bicicletta di Modena. Una critica che parte dalla gestione del cantiere dell’istituto Corni, tra largo Aldo Moro e la via Emilia ovest: «Il 9 settembre, durante la serata di presentazione delle osservazioni al Pums - spiega l’associazione con un post sulla propria pagina Facebook - come esempio della superficialità che gli amministratori dedicano alla mobilità sostenibile, avevamo portato il caso dei lavori di ripristino della facciata dell’istituto Corni sul lato della via Emilia. Per motivi di sicurezza si è pensato, giustamente, di chiudere il transito sul marciapiede e sulla ciclabile adiacenti, ignorando completamente il fatto che pedoni e ciclisti ci sono ugualmente, e costringendoli dunque a transitare sulla strada, contromano, e lasciandoli completamente nascosti alla vista delle auto all’incrocio con viale Tassoni. Tutto ciò - incalza la Fiab - nonostante quel tratto di strada sia a quattro corsie a senso unico, mentre l’enorme spazio a disposizione delle auto è teatro di parcheggi in doppia e tripla fila regolarmente tollerati». Osservazioni che hanno però portato l’amministrazione a correggere il tiro: «Si vede che qualche voce è arrivata in Comune - spiega ancora la Fiab - perché dopo qualche giorno questa situazione è stata sanata con una semplice corsia temporanea per ciclisti. Un lavoro di due ore, insomma. Bastava pensarci. In realtà - avverte però la federazione modenese, citando un caso che a differenza di quello della via Emilia ovest non è mai stato risolto - si ripropone in piccolo il caso di viale Monte Kosica, dove da anni la ciclabile è chiusa per un muro pericolante, e nessuno si è preso la briga di trovare una soluzione per i ciclisti, anche qui in presenza di un “drittone” di due ampie corsie a senso unico, anche qui in una zona ad intensa vocazione scolastica». Al di là dei singoli casi, per la Fiab «il vero tema è la messa in sicurezza dei percorsi casa-scuola, sui quali si continua a chiudere gli occhi, tollerando velocità, soste abusive su marciapiedi, aiuole e ciclabili e autobus scolastici bloccati dalle auto». Una situazione che, fa notare la federazione modenese, «non è sanzionata con alcuna multa, mentre le campagne di informazione vengono affidate alle associazioni di genitori, e in generale non c’è alcuna reale volontà di colpire una delle maggiori cause di generazione del traffico nelle ore di punta». —
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