La “Giardini” torna a vivere grazie alla galleria chiusa
Boom di affari per le attività sul vecchio tracciato nel mese di stop di Strettara «Tanta gente ci ha riscoperto e dopo la riapertura speriamo si ricordino di noi»
«La galleria di Strettara ha riaperto? Che peccato». Sembra paradossale, ma c’è una parte di montagna che non ha fatto i salti di gioia giovedì quando verso le 18 è stato riattivato il transito (chiuso dal 2 settembre) nel passaggio cruciale sulla strada provinciale che abbrevia significativamente i tempi per raggiungere Riolunato, Pievepelago e Fiumalbo. Così è dal 1993, quando fu inaugurata l’opera che ha costituito in questo anni un po’ il “passaggio a nord-est” per raggiungere l’Alto Appennino, accorciando i tempi da Lama Mocogno tramite un tracciato di valle che costeggia il torrente Scoltenna. Ma ha anche inesorabilmente segnato il declino di un tratto di 25 km (quello da Lama a Pievepelago, bypassato dalla galleria) del percorso storico a monte, quello sulla mitica via Giardini che dal 1781, quando fu inaugurata secondo lo splendido tracciato panoramico progettato dall’ingegnere modenese Pietro Giardini, aveva messo a filo diretto con la Toscana. Tanto bello che nel 1776 il poeta Vittorio Alfieri, arrivando a Modena, si complimentò col duca estense per «la direttissima e assai poetica strada». Che diede linfa vitale a tutti i paesi attraversati.
Così è stato anche per quelli compresi in questi 25 km: Borra, La Santona, Barigazzo e Serpiano. Per i quali la galleria ha sostanzialmente rappresentato una sciagura, svuotandoli a poco a poco di flussi turistici.
«STRADA RISCOPERTA»
Da queste parti il mesetto di chiusura ha riportato un po’ della vecchia gloria, rappresentando “una botta di vita” come dice Roberta Tazioli, titolare dell’albergo ristorante Conca d’Oro della Santona: «Non c’è paragone, il traffico da settembre è aumentato in maniera esponenziale - spiega - abbiamo avuto il 50% di clienti in più. Hanno contato anche le asfaltature fatte da Anas, che hanno migliorato molto la percorribilità specie per le moto. Tanti motociclisti, dopo aver riscoperto il tracciato, hanno detto che torneranno. Speriamo, ce ne sarebbe proprio bisogno».
«Sì, la gente di passaggio è aumentata parecchio in questo mese: anche se ovviamente non tutti si fermavano, è stata una bella boccata d’ossigeno per posti come questo» conferma sempre dalla Santona Pietro Paolo Tazioli, gestore dell’attività “onnicomprensiva”: bar, edicola, alimentari e pasticceria tutto insieme. «Purtroppo però - aggiunge amaro - la crisi di questa parte di montagna sembra difficile da attestare. Mancano i servizi: l’ufficio postale ha chiuso e a Barigazzo è aperto due giorni alla settimana. Il 12 agosto ha chiuso anche il bar di Borra, io cerco di resistere».
«La chiusura della galleria ci ha portato un mese eccezionale: +50% di vendite» conferma da Barigazzo Margherita Adani, titolare con le figlie Chiara e Benedetta e il figlio Paolo de “La Sorgente: fabbriche del benessere”, realtà d’eccellenza (mentre entriamo esce una cliente arrivata da Milano) nella produzione da frutti di bosco, applicati anche al wellness. «C’è stato maggior flusso da fuori, ma abbiamo rivisto anche gente da Pieve e Fiumalbo che non passava da tantissimo» nota. E adesso? «Pazienza, la riapertura doveva pure arrivare. Però magari la riscoperta di una strada bellissima come la nostra Giardini continuerà ad avere un certo effetto». —
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