Sanità, il confronto I comitati contro il piano regionale
Il sindaco Goldoni illustra il documento della Regione «Mirandola sia più attrattiva A noi preme venga rinforzata» Il nuovo Ramazzini non piace
SAN FELICE. Una intensa serata, con opinioni diverse, ma l’indicazione che viene dai cittadini e dai comitati che si battono per la salvaguardia della sanità nella Bassa è ormai chiara. “Inaffrontabile” il documento proposto dalla Regione ai sindaci, perché lo firmino, chiudendo la contesa e consentendo il via libera alla costruzione dell’ospedale di Carpi a Carpi.
L’auditorium di San Felice si è riempito di cittadini, politici, amministratori, rappresentanti sindacali, medici e operatori sanitari della Bassa tutta. Il sindaco Michele Goldoni ha infatti voluto mostrare il documento consegnato ai sindaci, per alcuni da supportare e per altri invece da respingere. Il documento è stato letto e commentato con l’aiuto del funzionario della Uil Fpl, il sanfeliciano Giuseppe Belloni, a cui hanno fatto seguito numerosi interventi.
«Vi abbiamo chiamati per condividere una decisione», ha spiegato Goldoni raccontando dell’incontro in Regione di una settimana fa e dell’incontro della sera precedente tra i sindaci e i medici dei due ospedali. Ha insistito tra l’altro sull’isolamento della Bassa, sulla necessità di garantire una “attrattività” a Mirandola e ha concluso che sul campo ci siano tre soluzioni: accettare che l’unico ospedale dell’Area Nord sia quello di Carpi, ragionare su due ospedali integrati, ma con pari dignità, puntare sull’ospedale baricentrico a Cavezzo. «Non nego - ha detto - che personalmente e con il nostro gruppo l’ospedale di Mirandola a noi preme», In sala i comitati: Nunzio Tinchelli del comitato promotore del referendum sull’ospedale, Nicoletta Mantovani Arbizzi de La Nostra Mirandola, Ubaldo Chiarotti e il dottor Penitenti, di “Salviamo l’ospedale della Bassa”, sono stati categorici: «Se si costruirà l’ospedale a Carpi, Mirandola diverrà il deposito bagagli della sanità». —
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