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Castelfranco. Schianto con lo scooter, muore sul colpo

Saverio Cioce
Castelfranco. Schianto con lo scooter, muore sul colpo

La vittima è il 44enne artigiano edile Giuseppe Roas. Assieme alla famiglia si era trasferito a Manzolino cinque anni fa Lascia la moglie Giovanna e i due figli

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Stava tornando a casa dopo una giornata di lavoro quando è finito contro il cordolo dello spartitraffico che gli è stata fatale.

Giuseppe Roas, 44 anni, residente a Manzolino, ha così perso la vita a Bologna venerdì sera su una strada che conosceva bene perchè sino a cinque anni fa abitava nel capoluogo assieme alla famiglia. Secondo le prime ricostruzioni degli agenti della Municipale di Bologna intervenuti sul luogo dello schianto, Roas avrebbe perso il controllo del suo maxiscooter all’altezza del sottopasso di via Gobetti.

La dinamica dello schianto è ancora tutta da verificare nei dettagli. I vigili urbani, arrivati pochi minuti dopo l’incidente, attorno alle 21.30 hanno chiuso al traffico la carreggiata e hanno misurato accuratamente i resti del motociclo, senza perdere nessun dettaglio sull’asfalto.

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Nel frattempo il corpo, praticamente senza vita di Giuseppe Roas, veniva trasportato all’ospedale Maggiore dove i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Troppo gravi le ferite riportate al capo per avere possibilità di sopravvivenza per l’artigiano di Manzolino.

A casa sua in via Carletto 4, nelle campagne del Parco Rurale, la notizia è arrivata alla moglie, Giovanna Figuccia, che ha capito subito che era successo qualcosa di grave.

«In un primo momento - dice - speravo che potesse trattarsi di un incidente non irreparabile poi ho capito tutto. È stato terribile».

Ha gli occhi rossi la signora Giovanna, ma parla con voce ferma. Tutta la famiglia e gli amici si sono stretti attorno a lei e ai due figli della coppia; il più piccolo ha tre anni, la primogenita ha diciotto anni e frequenta l’istituto agrario a Bologna.

«Di Giuseppe posso solo dire che era una persona allegra, solare, un uomo meraviglioso e un grandissimo lavoratore - dice commossa la donna - Quando ci siamo conosciuti io avevo solo 14 anni e lui 17 e abitavamo tutti e due a Marsala. Ci siamo fidanzati presto, poi lui è venuto a Bologna e con la sua capacità il lavoro come muratore non gli è mai mancato. Poi ci siamo sposati e anch’io ho trovato lavoro, qui sono nati i nostri figli. Giuseppe era stimato e benvoluto da tutti. Quando abbiamo scelto di venire ad abitare a Manzolino cercavamo un’alternativa in campagna al caos della grande città e lui era felicissimo della scelta. Però, anche se a Manzolino conosciamo diverse persone, il centro delle attività e del lavoro, sia per me che per lui restava Bologna. Per questo facevamo i pendolari. Ma quando la domenica era libero a lui piaceva fare una grigliata qui in campagna, tutti insieme, con parenti e amici». —




 

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