Gazzetta di Modena

Modena

Centro senza traffico I modenesi dicono sì: «Dove si deve firmare?»

Gabriele Farina

Grande entusiasmo tra commercianti e residenti con alcune postille sui metodi: «Occorre organizzare le attività di scarico merci e i parcheggi per chi vive qui»

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«La Modena pedonale che vorrei è…».

Lo abbiamo chiesto ai modenesi e il risultato è che piace a tutti. Residenti e commercianti. Taxisti ed edicolanti. Adulti e giovani. Tutti hanno salutato l’approvazione della mozione bipartisan in Consiglio con il sorriso sulle labbra.

Per un attimo li abbiamo fatti tornar sui banchi di scuola. Penna in mano, per affrontare un tema dal titolo: “Vorresti il centro libero dalle auto? Se sì, come?”.

Gli svolgimenti sono diversi, i voti alti. Qualcuno ha sviluppato riflessioni sul turismo. Qualcun altro ha dato consigli su una nuova mobilità. Il percorso per rendere Modena più sostenibile ha ricevuto in pagella voti alti, con giudizi compresi tra il 7 e il 10.

«Dove devo firmare?», la domanda retorica di Andrea Rivieri. L’edicolante di corso Canalchiaro risponde così all’idea di una pedonalizzazione del centro, blocco dopo blocco.

«I gas di scarico sono nocivi per la salute – aggiunge Rivieri – e la zona è invivibile». L’edicolante cita un episodio accaduto venerdì: «C’è stato un ingorgo con tre autobus e il furgone di un corriere con la strada bloccata per un buon quarto d’ora». Il modello a cui guarda è piazza Roma «rivalutata e apprezzata da tutti, residenti e turisti». Il giudizio complessivo alla manovra è «10» con l’augurio che la pedonalizzazione integrale «prenda piede». Pedonalizzare tutto il centro è uno dei possibili traguardi. Il percorso appena attivato può avere diversi sviluppi e i modenesi si sono divertiti a immaginarne a tracciare i loro piani.

«Pedonalizzerei dall’inizio di corso Canalchiaro fino a via Farini – ipotizza Mirco Venturelli – rendendo la zona “off limits” per tutti i mezzi». Venturelli è presidente di Radio Taxi Cotamo e non vede ricadute negative per la categoria. «L’importante è ricreare una nuova mobilità in centro storico – aggiunge Venturelli – per permettere ai servizi pubblici come il nostro di riuscire ad avere due strade alternative, passando per esempio da sopra e da sotto rispetto alla via Emilia».

Il presidente Cotamo ipotizza anche un piano B: «Pedonalizzare solo parte di corso Duomo e creare altri percorsi alternativi». Per Venturelli la manovra avrà ricadute positive per i turisti. «È importante avere luoghi in cui le persone possano camminare tranquillamente e apprezzare le bellezze di Modena», ribadisce. Il voto alla pedonalizzazione è alto: «Tra l’8 e il 9».

«Può dare una mano al turismo», concorda Alessandro Serpico da un’attività commerciale di corso Duomo. L’esercente ha dubbi sull’effettivo impatto per la qualità dell’aria. Tuttavia, se saranno trovate le soluzioni per il carico e scarico delle merci e garantiti i servizi ai residenti il voto per lui è «un 8 sicuramente». Stesso voto attribuito da Gianni Pietri. Il titolare dello storico negozio in piazza Torre non ha dubbi. Pedonalizzare vuol dire «aumentare le aree di passeggio dei clienti e dei turisti, rendendo la città più vivibile».

Per Pietri trovare soluzioni per le attività di carico e scarico dei prodotti «non è nulla d’impossibile». Allo stesso modo, i parcheggi dei privati vanno «regolamentati, come fanno in tanti posti». Insomma, le eventuali criticità non rappresentano «un ostacolo insormontabile».

Più prudente sul punto Camilla Zucchi. «A me darebbe noia parcheggiare l’auto lontano da casa – riconosce la giovane in piazza Grande – però pedonalizzare sarebbe una buona soluzione. Se si fa con gradualità, c’è il tempo di abituarsi a eventuali problemi». La ragazza dà 7 alla pedonalizzazione.

Il voto di Tobia Casadei oscilla invece tra il 7 e l’8. «Bisognerebbe distribuire tutto il traffico dei residenti – conclude il giovane – ma pedonalizzare ha senso». —



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