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L’orologiaio Zanni da 70 anni ripara i tesori dei sassolesi «E finché ho vista...»

Alfonso Scibona
L’orologiaio Zanni da 70 anni ripara i tesori dei sassolesi «E finché ho vista...»

A 84 anni continua a frequentare il negozio di via Menotti «Arte appresa da papà, che ho trasmesso a mio figlio»

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«Io e il mio monocolo andremo avanti fino a quando la vista mi accompagnerà ma per adesso una cosa è certa: continuo». A Sassuolo, in via Menotti, da quasi settant’anni, c’è il negozio dove lavora Sergio Zanni. Classe 1935, sassolese purosangue, “rochegiant” (nato in Rocca), può definirsi un predestinato in materia di orologi, visto che nel suo dna c’è un po’ di Svizzera. Il padre Clemente, conosciuto come “Tinèin”, infatti, era originario di Lucerna ed arrivato a Sassuolo aveva trovato occupazione alla ceramica Veggia pur avendo fin da piccolo la passione per gli orologi.

«Mio padre - ricorda Sergio - si divideva tra i turni in ceramica e la riparazione degli orologi delle vecchie oreficerie sassolesi quali Gasparini e Sghedoni. Nel 1952 decise di aprire un negozio in centro, in via Menotti, di fronte a dove siamo adesso ed io fui subito chiamato ad aiutarlo, insieme a mio fratello Guerrino. Una breve interruzione ha riguardato il servizio militare nel 1955 ma dopo il congedo il trio si è riunito».

Sposato con Bruna Zanti e padre di Alessandro e Cecilia, l’ “orologiaio di Sassuolo” da decenni è il punto di riferimento per chi possiede un orologio meccanico (la sua passione, visto che conserva parti di ricambio di ogni marca, oggi introvabili).

«Quando tornai dal servizio militare - ricorda - dopo alcuni mesi decidemmo di trasformare il laboratorio in un negozio di vendita di orologi nuovi. Andammo a Modena a comprare la merce, allestimmo la vetrina ma la notte successiva subimmo il furto da parte della “banda del buco”. Incassato lo smacco ci siamo rimboccati le maniche, come succedeva un tempo, e siamo ripartiti da zero».

Decenni di lavoro in armonia con il fratello poi, circa vent’anni fa, Guerrino scelse di staccare per aiutare i figli e Sergio è rimasto in via Menotti, aiutato da Alessandro, che intanto aveva già “imparato l’arte”.

«La cosa che accompagna queste attività familiari - confessa Sergio Zanni - è l’armonia sulla quale si poggiano i rapporti: mai una lite con mio fratello, mai una lite con Alessandro e con sua moglie Lia, che ogni tanto viene a darci una mano per le questioni amministrative, visto che noi siamo degli operativi...lavoriamo con le mani».

Zanni è tra l’altro un conosciutissimo musicista ed è un vecchio “effettivo” della banda cittadina ancora oggi grazie alla sua versatilità con gli strumenti a fiato ed archetto. «La musica è la mia grande passione - conferma - nella quale metto tutto me stesso. Iniziai con la banda sotto la guida del maestro Roberto Valgimigli suonando il clarinetto, poi il saxofono. Ancora oggi con me ci sono due vecchi bandisti: Simonini che suona il bombardino e Messori che suona la grancassa. La musica mi ha accompagnato per decenni nei momenti di stacco dal lavoro e suonavo anche in un gruppo chiamato “Gloris”, insieme a mio fratello Guerrino, Emilio Vandelli e Franco Botti; poi l’orchestra Diana, per eseguire brani di liscio ed altro ancora. Oggi mi sono concentrato sul violino e alla mia età rispondo “gratis” quasi a tutte le chiamate per serate conviviali, matrimonio ed eventi che si tengono in zona. Anche in questo caso, come per gli orologi, finché avrò salute e vista continuerò: a far niente mi annoierei davvero troppo». —



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