«La mia vita al sindacato in difesa dei più deboli» Agostino Rota si racconta in un libro autobiografico
Dalla strage di Bologna («Il giorno più brutto di sempre») alla Maraldi Le trattative più dure, le missioni e i ricordi di una carriera lunga 74 anni
il personaggio
La sua vita coincide con il sindacato e la storia dell’Emilia, a cavallo tra il Novecento e i Duemila. E ora è racchiusa in un’autobiografia, intitolata “Da sempre in cammino”, presentato ieri alla Loria. Lui è Agostino Rota, anima della Cgil emiliana. Nato a Santa Croce nel 1931 da una famiglia di braccianti agricoli, inizia a lavorare a 14 anni nella Collettiva bracciantile di Santa Croce, dove abitava.
«Quando avevo 14 anni, il 22 aprile 1945, giorno della Liberazione a Carpi, ho sentito i partigiani che allo scoperto dicevano che era finita... Da allora mi sono impegnato nel partito, nella Cgil, allo Spi, nell’Auser e ho lottato per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori qui e nei paesi poveri del mondo».
Rota, c’è un ricordo della sua carriera che la emoziona e turba insieme?
«Il 2 agosto 1980, giorno della strage di Bologna. Ricordo ancora il compagno della Cgil che mi telefonò, Nicola Caporale. Mi disse: “Rota, vieni a Bologna, fai presto, sono tutti in ferie e non si sa cosa sia successo”. Erano le 10.30. Alle 11.15 ero già a Bologna. Quella è stata una delle giornate più brutte della mia vita, come tensione. Non si sapeva nulla, la gente spaventata telefonava in continuazione».
E la trattativa sindacale più difficile?
«Tutte quelle per l’occupazione mi hanno coinvolto parecchio. Quella che mi ha impegnato di più è stata all’ex Maraldi, azienda della Romagna con 3700 dipendenti tra zuccherificio e carpenteria pesante. Poi quelle alla Ducati, alla Parmalat, la Barilla, che negli anni Sessanta si era trasferita in Svizzera per un concordato. Poi è ritornata. Quando portavamo a casa risultati per i lavoratori era sempre una gioia».
Molti rimproverano al sindacato di sostituirsi ai partiti. Qual è il compito del sindacato ?
«Rimanere un sindacato a tutela dei lavoratori, avendo presenti anche le imprese, però. La prima legge Prodi sul commissariamento delle imprese è nata in Emilia Romagna con la crisi della Maraldi. Lo Stato ha garantito con due commissari, poi l’abbiamo venduta a Marcegaglia».
Esiste ancora la vera sinistra oggi?
«La sinistra come la penso io deve difendere i lavoratori e più deboli. Non c’è ancora un partito erede del Pci. Ci sono spezzono di partiti e partitini che si rifanno a valori attuali. Mi auguro che i veri valori della sinistra possano essere tramandati nel tempo. —
S.A.
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