«Sull’ospedale basta agitare le folle Serve il confronto»
Negro e Silvestri (Pd) chiamano il sindaco Goldoni «Non ci sono ultimatum parliamo con la Regione per migliorare Mirandola»
SAN FELICE. L’assemblea pubblica sulla sanità, convocata dal sindaco Michele Goldoni, ha messo un nuovo punto di partenza nella discussione sull’ospedale di Mirandola: i comitati giudicano riduttiva la proposta della Regione e il sindaco vuole comunque un Santa Maria Bianca efficiente. Basi da cui riparte anche il Pd, che prima ancora dell’incontro con l’assessore Venturi ha avanzato nei Consigli comunali una proposta molto corposa.
«Noi abbiamo messo in campo una proposta organica - scrivono Paolo Negro e Simone Silvestri - che chiama le criticità con il loro nome, indica soluzioni e un obiettivo, su cui terremo il punto: potenziare l’ospedale. Regione e Ausl hanno risposto alla chiamata ed ora è in atto un confronto. Spiace che un sindaco, nel pieno di questo confronto, convochi un’assemblea su un presupposto mendace: che si sia di fronte ad un ultimatum, ad una proposta “prendere o lasciare” della Regione. Non c’è alcun ultimatum che saremmo i primi a non accettare. C’è una proposta di potenziamento che raccoglie molte delle nostre proposte. Proposta che pensiamo vada completata. È il mestiere che bisogna fare in questo momento, non gli agitatori di popolo. I fatti ci dicono che l’ospedale è stato ristrutturato al fine di essere sicuro dal punto di vista sismico ed adeguato come struttura. Ora può accogliere le modifiche organizzative e gestionali che stiamo proponendo: superamento delle aree omogenee, il ripristino di tutti i primariati, adeguamento del personale, rinnovo delle attrezzature, un ruolo centrale del nuovo reparto di Ostetricia con potenziamento dell’assistenza pediatrica, subito i posti di lunga degenza, il potenziamento del day surgery. Su questo chiediamo il confronto con operatori, sindacati, cittadini, non su ospedali baricentrici o generici appelli a tornare indietro o altre richieste legittime ma mai definite sul piano della sicurezza ed adeguatezza della cura». —
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