Carpi, il cambio vita della famiglia Scotto: dal mare di Procida a piazza Martiri
La scelta: «Nostra figlia aveva bisogno di qualcosa che da noi non c’è. Qui più servizio e qualità»»
CARPI. «Ci siamo trasferiti da Procida a Carpi perché nostra figlia aveva bisogno di quel qualcosa in più che da noi non c’è. Lì per ogni necessità devi prendere il traghetto, poi abitavamo al pian terreno, mentre qui a Carpi, guardi che bel panorama si può osservare dal balcone». Maria Torino indica l’orizzonte visibile dal quinto piano del condomino di via Nuova Ponente dove, d’accordo con il marito Elio Scotto Di Fasano e la figlia Maria Adele, 24 anni, ha deciso di trasferirsi dopo la pensione.
Maria è stata per 42 anni la maestra dell’isola incastonata tra Ischia e la parte costiera di Napoli, Elio ha lavorato in Capitaneria di porto e poi in Comune a Procida.
«Non appena nostra figlia, Maria Adele, invalida, ha terminato le superiori, ci siamo messi alla ricerca di quali attività potesse svolgere - racconta Maria - Ho trovato dapprima un’associazione di Napoli, con cui poteva cimentarsi in alcuni compiti, ma questo implicava prendere il traghetto e ritornare a casa dopo svariate ore. Questo quando il mare non era agitato. Poi, per caso ho conosciuto un altra associazione di Ischia, ma le cose non erano semplici nemmeno in questo caso. Così, una volta in pensione mi sono messa al pc e ho cercato la Regione italiana con il welfare più attivo. Le mie ricerche mi hanno condotta all’Emilia Romagna. Ho contattato l’assessore alle Politiche sociali spiegando la mia situazione. Mi ha risposto che il territorio che faceva per noi era quello delle Terre d’Argine. E abbiamo scelto di trasferirci a Carpi. Qui il rapporto tra le strutture e le persone è ottimo».
Maria ed Elio ha fatto un sopralluogo nell’agosto 2018. «Abbiamo trascorso tutto il mese a fare la spola tra le agenzie immobiliari carpigiane - prosegue la coppia - Non volevamo più una casa al pian terreno, ma dal secondo in su. Quando abbiamo visto questa casa ci siamo innamorati tanto da decidere di fare un mutuo per comprarcela. Dal 16 marzo di quest’anno ci siamo trasferiti ufficialmente. Poi siamo entrati nella rete meravigliosa dei Servizi sociali: mi hanno fornito il numero dell’Ushac dove Maria Adele svolge tantissime attività, ed è entrata a far parte anche del laboratorio “Mani Libere” del Nazareno. Qui c’è l’imbarazzo della scelta: nostra figlia ha le giornate sempre occupate. Siamo vicini alla Casa del volontariato, alla palestra, alla piscina. E subito non ci sembrava vero di poter raggiungere a piedi corso Alberto Pio, con il cane, e fare una passeggiata in centro. Una comodità che prima non faceva parte del nostro vivere quotidiano. Qui in pianura padana c’è molta umidità? A Procida è al 95%...». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
