«I negozianti sono i primi danneggiati»
«I primi danneggiati siamo noi commercianti».
Gli esercenti del centro reagiscono all’aggressione denunciata sabato sera nell’alimentari di via Coltellini. «Preoccupazione e solidarietà» sono espresse da Confesercenti del presidente Mauro Rossi. Nel documento dell’associazione si sottolinea la «sempre più diffusa responsabilità etica e morale» che spinge a dire di no. Una negazione rivolta ai minori che vogliono bere a tutti i costi. Una scelta che può determinare rischi per l’attività e la salute, come nel caso di sabato: mani addosso, furto, danneggiamento.
«I ragazzini che purtroppo bevono ci sono – ha ricordato Alessio Bardelli da un’attività in Calle di Luca – e ciò significa che qualcuno permette loro di acquistare l’alcol. Bisogna alzare la voce in ogni modo». Bardelli ha garantito che i commercianti «sono i primi danneggiati». Le forze dell’ordine «tutelano, ma chiediamo sempre maggiori controlli».
«I ragazzi con le bottiglie si disperdono tra piazza Roma e altri luoghi – ha assicurato Sergio Martin da un’attività in via Gallucci – poi si vedono certi episodi».
La situazione in zona appare più tranquilla, «ma capita ci sia una persona che ha bevuto un pochino troppo. In quel caso si porta una bottiglietta d’acqua e si chiama l’ambulanza».
Nel locale c’è un cartello eloquente: «Vietato ai minori». E se qualcuno vuole sembrare più grande? «Tendiamo a chiedere i documenti, ormai è una prassi».
«Chiedo sempre i documenti», ha fatto eco Tiziana Bedocchi da un’attività aperta in Rua Pioppa. L’esercente è rimasta senza parole alla notizia dell’aggressione. Rifiuta di etichettare l’episodio come una «goliardata» da immortalare con i cellulari.
«Mi piacerebbe sapere i genitori che educazione danno», ha aggiunto Bedocchi.
Il tema dell’educazione è sottolineato in corso Canalgrande da Roberto Pregnolato. Lo storico massaggiatore ha conosciuto un Pirata ed è infastidito da tali comportamenti fuori dalle righe. «Dobbiamo punire questi ragazzi – ha esortato Pregnolato – e se le famiglie non danno più un’educazione bisogna che gliela diamo noi cittadini. La punizione dev’essere severa». Severi sono i controlli nel locale in cui era seduto come cliente. «Non c’è mai capitato alcun episodio», ha segnalato Romina Rojas. «Dobbiamo chiedere i documenti – ha aggiunto Daniela Totaro – e ciò non sempre è visto bene. Molti si offendono anche alla nostra richiesta, ma domandare i documenti è la scelta giusta. La questione dell’età non è vista bene anche in altri locali, dove spesso ragazzi di 14-16 anni cercano la rissa». —
G.F.
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