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Arriva Modena benessere festival, Burioni attacca: «La scienza non è stregoneria»

Esplode la polemica sul patrocinio delle istituzioni al Festival in programma nel fine settimana a Modena Il virologo critica gli enti che hanno patrocinato o che partecipano con loro rappresentanti: «Istituzioni evitino di barcollare nella ciarlataneria» Il Municipio nega l’appoggio e salta la conferenza stampa.


15 ottobre 2019 Luca Gardinale


MODENA. All’inizio aveva anche resistito, ma quando ha letto quel nome, associato a quello di Comune di Modena, Provincia e Università, non ci ha più visto ed è intervenuto contro il festival.

E allora ha deciso di scrivere due righe sui social. Solo che lui è Roberto Burioni, il medico, divulgatore scientifico e virologo più noto d’Italia nonché implacabile sbugiardatore di bufalari sui social. E al centro delle sue riflessioni questa volta non c’erano i no-vax, ma i contenuti del festival Modena Benessere, in programma il prossimo fine settimana in fiera.

Risultato: nel giro di qualche ora, il post di Burioni ha provocato una serie di proteste contro il festival, costringendo gli organizzatori ad annullare la conferenza stampa di presentazione, prevista ieri mattina in Comune.

Tutto questo mentre in piazza Grande si respirava un certo imbarazzo, anche se poi gli stessi organizzatori hanno fatto sapere che per una svista il patrocinio dell’amministrazione quest’anno non era stato richiesto, e dunque il logo del Comune era stato utilizzato impropriamente.

Facendo un passo indietro, ieri sera alle 22.17 - dunque alla vigilia della conferenza di presentazione della fiera «dedicata alla salute naturale di corpo, mente e spirito», come si legge sul sito web dell’evento - il professor Burioni ha criticato duramente il festival e il patrocinio concesso dalle istituzioni: «Una volta a Modena c’era una prestigiosa Facoltà di Medicina - ha scritto il professore sul suo profilo Facebook - ora il Comune e la Provincia garantiscono il loro patrocinio a questa manifestazione. Sarebbe bello se le istituzioni non barcollassero tra scienza e ciarlataneria - rincara la dose Burioni - il fatto di essere sede di una Università dalla ottima reputazione deve portare a essere estremamente rigorosi nell’evitare il patrocinio di bufale antiscientifiche».

«Spero che i colleghi dell’Università di Modena sappiano protestare con la giusta energia», conclude Burioni.

Ma quali sono gli aspetti del festival che non sono piaciuti al professore dell’Università San Raffaele di Milano? Il primo nome è quello di Giuseppe Di Bella, figlio di Luigi, il medico e professore Unimore che propose il “metodo Di Bella”, la terapia alternativa contro i tumori che fu poi bocciata dal ministero della Salute in quanto priva di riscontri scientifici.

Un lavoro che da diversi anni viene portato avanti dal figlio Giuseppe, che domenica, in occasione del festival del Benessere, sarà a Modena per l’incontro “La scelta antitumore - Prevenzione, terapia farmacologica e stile di vita”.

Una presenza che ha lasciato perplesso il professor Burioni, che ricorda che «la cura Di Bella è stata un’illusione; illusione che ha fatto male a tante persone. Ma se già leggere quel nome per me era stato “definitivo” - incalza il virologo dell’Università San Raffaele - poi ho notato altre due cose nel programma del festival modenese: un incontro sulla pranoterapia - la tecnica che si basa sull’imposizione delle mani sulla parte malata, ndr - una tecnica di cui nessun medico conosce l’esistenza, e poi una conferenza in cui si propone l’emodieta, la dieta basata sul gruppo sanguigno».

Un po’ troppo per il professore sempre in prima linea contro le “bufale” e contro la mancanza di rigore scientifico, che ricorda di non avere alcunché «contro queste persone, che sono libere di venire a parlare alla fiera, ma le istituzioni devono avere una posizione chiara, scegliendo tra scienza e stregoneria, e non concedendo il patrocinio ad eventi che si prestano a queste cose. Insomma - incalza Burioni - viviamo in un Paese libero, e quindi ognuno ha il diritto di dire quello che vuole e dove vuole, ma il fatto che eventi come questi siano patrocinati dalle istituzioni, e per giunta in una città con un’università dalle grandi tradizioni mediche e scientifiche, lo trovo una vergogna».

« A questo punto - sorride - non meravigliamoci se la gente non vaccina i figli…»

Parole che hanno portato gli organizzatori ad annullare la conferenza prevista in Municipio, mentre nel pomeriggio da piazza Grande hanno fatto sapere che il patrocinio dell’amministrazione quest’anno non era stato richiesto, e dunque il logo era stato utilizzato illegittimamente. —


 

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