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Modena. La stagione di Ert Storchi e Passioni Teatro di qualità e una Compagnia nonostante i tagli

Modena. La stagione di Ert Storchi e Passioni Teatro di qualità e una Compagnia nonostante i tagli

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MODENA. Alcune buone notizie e una, per la verità, pessima, ma rispetto alla quale si stanno già prendendo le adeguate contromisure, sono i contenuti della conferenza stampa di presentazione della prossima stagione modenese di Emilia Romagna Teatro Fondazione, tenuta ieri mattina nel Ridotto del teatro Storchi pieno come un uovo. “È la conferma dell’attenzione della comunità per il nostro lavoro” ha sottolineato Giuliano Barbolini, presidente di Ert: “il rapporto di empatia con la città e con il pubblico ci pare in una fase positiva, come si riscontra nella leggera ma incoraggiante crescita del numero degli abbonamenti, da alcuni giorni entrati in una nuova fase di vendita”.

Della cattiva notizia ci eravamo già occupati durante l’estate, ed è il taglio dei finanziamenti ministeriali: “91000 euro, a fronte di una crescita nella classifica dei teatri nazionali che pone Ert in prima posizione”, spiega il direttore Claudio Longhi,”.

Le belle notizie invece sono che, nonostante tutto, il cartellone preannunciato lo scorso giugno non verrà assolutamente tagliato; che ciò è reso possibile anche grazie al supporto dei soci sostenitori e di importanti partner economici che dimostrano quanto Ert sia riconosciuto come interlocutore fondamentale nelle pratiche culturali della città; che viene costituita una “Compagnia Stabile di Ert”, un gruppo di lavoro cui verranno affidate molte attività della stagione nell’ottica di garantire un rapporto diretto e continuativo con i cittadini; che rimane fondamentale per Ert l’impegno rivolto alla scuola e alla formazione in generale, con progetti specifici, spettacoli, laboratori; che dall’idea di “teatro aperto” è nato il progetto “LoveERT”, una comunità di aziende, imprenditori e professionisti che condividendo questa visione di teatro “scelgono di supportarla per un maggior benessere sociale, culturale, civile ed economico del nostro territorio”, nell'auspicio di una crescita del numero di aziende partecipanti.

Longhi ha poi riproposto i temi attorno ai quali si sviluppa l’idea della prossima stagione dei teatri Storchi e delle Passioni, che ha un titolo, “Bye, bye ‘900?” e l’obiettivo di verificare come il nostro tempo percepisca l’azione, portatrice di novità. L'idea del nuovo, nella sua profonda ambiguità, è un po' il perno concettuale del progetto generale, che considera il teatro come un luogo per il divertimento, nell'accezione fornita da Bertolt Brecht, e dove si può ragionare assieme.

Su queste basi la stagione propone una serie di spettacoli che verrà inaugurata allo Storchi il 10 ottobre da "Nel tempo degli Dei" di Marco Paolini e il 15 ottobre alle Passioni dalla Compagnia Laika con "Tutto fa brodo", che conclude il percorso formativo degli allievi della scuola di Ert "Iolanda Gazzerro". Poi, si svilupperanno temi che trattano come sia venuta a formarsi l'idea del nuovo prima all'interno della figura classica, poi con la svolta nelle cultura europea determinata dalla apparizione della figura di Dante Alighieri, quindi all'epoca del passaggio epocale fra '5 e '600, in quella del Romanticismo e, inevitabilmente, nel '900, dove si colloca tra gli altri un gigante come Elias Canetti, per tornare infine ai nostri tempi per analizzare i nuovi linguaggi della drammaturgia. Un ulteriore tema sarà invece quello dei "confini".

I grandi nomi coinvolti vanno da Umberto Orsini ai Familie Floz, da Alessandro Gassman a Bruni e De Capitani, da Laura Marinoni a Lino Guanciale e tanti artisti anche delle nuove generazioni. Una vittima, forse, potrebbe esserci nella contingenza delle sopravvenute ristrettezze finanziarie, ovvero il festival Vie. Per ora Longhi confida nella sua organizzazione, ma attualmente è ancora tutto in sospeso.

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