«Resta da spiegare la “traccia mista” che indica la presenza di un figlio»
«Da un crimine con tante tracce di sangue mi aspettavo qualche traccia almeno sugli indumenti o all’interno dell’abitazione o nell’auto dell’imputato». Parla il superesperto Portera, consulente della difesa appena uscito dall’aula. «Oggi l’imputato non ha nessuna traccia delle due vittime nei profili . C’è la traccia mista, certo. Ma è oggetto di discussione. Oggi, con l’esperienza accumulata, non ci fermiamo tanto sull’aspetto genetico della traccia mistra ma anche a valutarla all’interno di una scena del crimine guardando se in questa traccia ci sono alleni del figlio. Anche da una revisione analitica dei dati dei Ris si può confermare la presenza del figlio nella traccia insieme con l’imputato e il nonno ucciso. Ha dato un esito positivo al sangue ma non possiamo sapere se i tre soggetti hanno dato un contributo col sangue o se per dire erano solo due». È difficile nascondere tracce in un delitto del genere? «È impossibile. Andrei molto piano a giudicare».
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