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Cade da una scala mentre pota in giardino Muore un ex vigile urbano di Sassuolo

Cade da una scala mentre pota in giardino Muore un ex vigile urbano di Sassuolo

Il 73enne Roberto Toni stava facendo alcuni lavori nella sua abitazione e ha perso l’equilibrio da circa quattro metri

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fiorano. Era salito su una scala per effettuare alcuni lavori di potatura in giardino e con sé impugnava un attrezzo utile all’intervento quando è precipitato. Roberto Toni era un grande esperto del pollice verde, una passione che lo accompagnava da sempre e che curava con enorme meticolosità nell’abitazione di via Matteo Maria Boiardo. E invece ieri mattina, intorno a mezzogiorno, qualcosa non ha funzionato a dovere perché un’operazione eseguita decine di volte è stata fatale.

Il 73enne Toni, ex agente della polizia municipale in forza a Sassuolo, era infatti salito a circa quattro metri di altezza quando ha perso l’equilibrio ed è precipitato sull’erba. Un volo inatteso, su cui è stato aperto anche un accertamento per definire quali cause possano aver innescato la caduta mortale. Il sospetto è che Toni fosse impegnato in un’azione che lo ha spinto oltre il punto di equilibrio della scala, ma è ancora da accertare se alla base di tutto ci possa essere un iniziale malore, ipotesi comunque che solo gli esperti potranno definire nel dettaglio con accurate verifiche autoptiche.

Rimangono invece i disperati tentativi di rianimare l’ex vigile urbano, padre di Tiziano, attuale comandante della municipale di Correggio. In via Boiardo, chiamata dalla moglie rientrata a casa, è infatti intervenuta una prima ambulanza e i sanitari, convinti di poter effettuare un disperato intervento, hanno anche allertato l’elisoccorso, decollato ma subito rientrato alla base dopo la comunicazione del decesso. Erano infatti troppo gravi le ferite riportate dal 73enne, che non ha mai ripreso conoscenza nonostante i tentativi di rianimazione. Neppure l’invio di una seconda ambulanza ha permesso un salvataggio in extremis.

E così, sul posto, sono rimaste le pattuglie dei carabinieri e gli operatori della Medicina del Lavoro che hanno dovuto eseguire tutti gli accertamenti utili a definire i dettagli della caduta fatale. Un lavoro che deve ancora essere completato, ma da cui si può già dedurre una prima certezza: Toni non era legato per lavorare a quell’altezza e ha fatto tutto da solo, non vi sono responsabilità di altre persone che potrebbero aver influito sullo scorretto comportamento in quota. Servirà una relazione tecnica esaustiva a chiudere il caso su cui anche la procura di Modena ha chiesto accertamenti necessari e solo a quel punto saranno fissati i funerali. —

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