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Quasi un anno dopo la casa si prepara per il grande restauro

Quasi un anno dopo la casa si prepara per il grande restauro

Tolti i sigilli giudiziari nell’edificio tranne che nella cucina esplosa Rafforzata la facciata. Il giovane inquilino ustionato si riprende 

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IL PUNTO

Tra poche settimane sarà passato un anno da quella mattina infernale del 3 dicembre. Quel giorno sono rimaste segnate le vite del giovane rimasto gravemente ustionato e anche delle famiglie vicine compreso il professionista che lì ha lo studio.

La casa è rimasta per lungo tempo transennata, isolata dalla strada con i nastri biancorossi e chiusa dai sigilli giudiziari imposti dalla Procura per un’indagine tutta in salita condotta dal pm Katia Marino: all’interno c’era un mucchio di macerie e quel poco che restava della cucina distrutta, punto di partenza dell’esplosione, era da conservare con la massima cura per la perizia. Intanto i residenti e il professionista, recuperato l’essenziale, si sono sistemati altrove.

Dopo tanti mesi, oggi il palazzo è stato dissequestrato completamente tranne che nell’angolo della cucina dove è avvenuta l’esplosione.

Questa estate sono apparsi i primi operai che hanno piazzato i contrafforti per mettere in sicurezza la facciata dell’edificio impedendo ulteriori complicazioni. La casa, di proprietà della Comunità Ebraica di Modena, sarà sottoposta a un importante intervento edilizio per ricostruirla e rinforzarla. Intanto il giovane studente israelita di Chieri (Torino) che era appena andato ad abitare nell’appartamento si sta riprendendo dalle ustioni sul 90% del corpo e sta tornando a una vita il più regolare possibile. —

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