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rigenerazione in arrivo 

Sacca, studentato e negozi nell’area ex Corni

Luca Gardinale
Sacca, studentato e negozi nell’area ex Corni

La zona tra via Fanti e via Suore acquistata da società trentina: «Costruiremo dopo aver capito le esigenze della città»

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Al momento le possibilità sono diverse, ma la filosofia alla base del progetto è una sola: la qualità dell’intervento edilizio. Del resto, il luogo ha una storia importante, e oggi si trova nel cuore dell’area sulla quale il Comune sta investendo con il più grande progetto di rigenerazione urbana mai realizzato. Tutto questo a due passi dalla stazione ferroviaria e dalla Porta nord, nell’area abbandonata tra via delle Suore e via Manfredo Fanti: un’area che nel 1907 fu occupata dalla Fabbrica modenese utensili e ferramenta Corni.

Una fabbrica di serrature nata alla Sacca per volontà del proprietario terriero Fermo Corni e che, come spiega un documento dell’Archivio Panini, entrò in crisi perché l’azienda tedesca che fondeva chiavi e nottolini per l’Utensileria Corni smise si consegnare il materiale. E oggi, 112 dopo la nascita della fabbrica voluta da Corni, quell’area (al momento abbandonata) potrebbe rinascere grazie a un progetto di riqualificazione che porta a Trento: nei mesi scorsi, la società trentina di progettazione, gestione e sviluppo di infrastrutture Heliopolis ha acquistato dal fallimento l’area dell’ex Fonderia Corni (di proprietà della società Sic srl), con l’obiettivo di dar vita ad un nuovo comparto. Ma cosa potrebbe nascere nel cuore della Sacca, a pochi metri dal vecchio centro di vicinato da tempo in difficoltà? «Al momento siamo facendo alcune valutazioni - spiega Paolo Signoretti, presidente di Heliopolis, società che dopo la partenza a Trento, negli anni ’90, ha aperto sedi a Milano, in Albania, Romania, Brasile e Mozambico, specializzandosi in progetti di efficientamento energetico, energia idrica e impianti fotovoltaici - e tra le possibilità che abbiamo preso in considerazione c’è quella di realizzare un complesso da destinare a studentato o per gli affitti brevi».

Un’idea di cui nelle scorse settimane i dirigenti della società trentina hanno discusso con l’assessore all’Urbanistica e alle Politiche abitative Anna Maria Vandelli, in un incontro che si è tenuto in Comune a Modena: «E’ stato un ottimo confronto - conferma il presidente Signoretti - e l’assessore si è dimostrato una persona disponibile e attenta alla città, in particolare alla esigenze dei tanti studenti dell’Università di Modena».

Prima di passare dalle idee alla fase operativa, comunque, la società dovrà studiare l’area e valutare le possibilità: «Siamo in fase di valutazione preliminare - riprende Signoretti - l’unica cosa certa è che l’intervento che faremo a Modena, in una zona al centro di un progetto complessivo di trasformazione dell’area a nord della stazione, sarà all’insegna della rigenerazione urbana e della qualità, dello “smart living” e delle formule diverse dell’abitare. E soprattutto, prima di passare alla fase operativa, valuteremo attentamente le esigenze della città».

Un progetto a cui guardano con attenzione anche i commercianti del centro di vicinato della Sacca - distante poche centinaia di metri dall’area - da tempo in difficoltà: se da una parte l’arrivo di uno studentato potrebbe portare nuovi residenti e quindi far vivere maggiormente la zona, dall’altra è altamente probabile che il nuovo complesso ospiti anche un’area commerciale, con tutto quello che ne consegue per i negozi del piccolo centro che al piano superiore è già vuoto. —



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