Casa esplosa: l’inquilino 19enne di nuovo interrogato dal pm
I sospetti si addensano sulla matricola universitaria che occupava l’alloggio Gravemente ferito e ustionato, raccontò una versione che stride con la perizia
Sarà nuovamente interrogato dal pm Katia Marino il 19enne di Chieri (Torino) rimasto gravemente ferito e ustionato sul 90% del corpo per l’esplosione della caldaia nel suo appartamento in via Blasia - a fianco della Sinagoga - avvenuta la mattina del 3 dicembre 2018. L a Procura vuole infatti risentirlo alla luce della perizia che lo indica come un possibile autore della manomissione al tubo del gas che entra nell’impianto della caldaia. In febbraio il giovane, ripresosi dal grave stato in cui si trovava dal momento dell’esplosione, aveva infatti raccontato alla polizia giudiziaria inviata dalla Procura una ricostruzione che già allora pareva contenere incongruenze. Il giovane finora era considerato vittima, quindi parte offesa.
La Procura ha confermato la notizia anticipata dalla “Gazzetta” sull’esito della perizia tecnica, già consegnata anche alle parti, i cinque indagati. Al termine di una corposa disamina dopo alcuni sopralluoghi nel palazzo e dopo alcuni studi tecnici, il perito della Procura ha infatti concluso che «la fuoriuscita del gas è da attribuire all’allentamento volontario del raccordo dell’impianto di adduzione del gas alla caldaia». Insomma, è avvenuta una manomissione che ha provocato una fuoriuscita di gas metano che addensandosi, al momento dell’accensione della caldaia o di un’altra fiamma, ha provocato il boato e l’esplosione che ha distrutto la palazzina. Nessuno dei sette appartamenti è infatti rimasto indenne dal crollo o da danni.
La perizia indica poi come possibile autore della manomissione chi aveva accesso a quell’appartamento. E lì da alcuni giorni abitava il giovane torinese, matricola universitaria a Ingegneria, che aveva trovato la cucina completamente rifatta dalla proprietà, la Comunità Ebraica di Modena: i fornelli erano nuovi di zecca; la loro installazione è apparsa regolare al tecnico. E anche la caldaia era stata sottoposta a revisione; anche in questo caso nulla di irregolare è comparso dall’opera del manutentore. Resta quindi la mano di qualcuno che aveva accesso alla cucina. Il giovane inquilino è ora la centro dell’attenzione della Procura. Sarà sicuramente riascoltato in tempi brevi. Dopodiché il pm Marino potrà portare l’indagine a conclusione e in seguito chiedere di archiviare gli indagati risultati estranei oppure chiedere il rinvio a giudizio del probabile autore del disastro colposo. —
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