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«Ospedale, piano regionale irricevibile»

Il sindaco di Mirandola: «La struttura va potenziata e ci sia vera integrazione con Carpi. Troppe incognite ancora presenti»

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MIRANDOLA. Porta chiusa al documento “Attività progettuali in corso all’ospedale di Mirandola e del distretto” proposto dalla Regione sul Santa Maria Bianca. È il sindaco Alberto Greco a definire “irricevibili” le soluzioni avanzate che vedranno “ferma opposizione di Mirandola”.

«Nessun ritorno del Santa Maria Bianca a struttura di Area; nessuno stop dei primariati a scavalco; nessun aumento dei posti letto, così come per altro richiesto a più riprese nell’ultimo anno sia in Ucman che a Mirandola - scrive Greco - Il primo obiettivo è quello di mantenere gli standard attuali per cui non c’è alcun potenziamento reale ma solo modifiche operative e ridefinizioni di alcuni reparti e spazi come Pronto soccorso, Ortopedia e Chirurgia. Non è inoltre stata fornita alcuna garanzia di lungo periodo sul Punto nascite e non è minimamente affrontato e risolto il problema della migrazione passiva verso Suzzara con 6 milioni di spese in uscita. Con la realizzazione della Casa della salute e dell’Ospedale di Comunità nei padiglioni inutilizzati del Santa Maria Bianca si andrà a precludere qualsiasi potenziamento dei reparti, nonché aumento dei posti letto».

Greco, pur apprezzando alcune proposte positive, torna sulla questione dei legami con Carpi. «Poiché Mirandola e Carpi sono integrati e quest’ultimo è ospedale d’Area, i programmi e le prospettive del Santa Maria Bianca non possono che essere scollegate da quelle del nuovo ospedale carpigiano: sia rispetto alla posizione che per il livello operativo, cosa che finora non è avvenuta».

Anche Michele Goldoni, sindaco di San Felice, non firmerà il documento regionale sulla base delle attuali proposte. «Ho chiesto all’assessore Venturi se quel documento da firmare con solerzia andava considerato un punto di partenza o di arrivo, cioè se quanto veniva proposto fosse emendabile - ha scritto Goldoni in risposta a Paolo Negro e Simone Silvestri (Pd) - La risposta che ho ricevuto non è stata affatto esaltante, tanto che all’uscita ho evidenziato a più riprese la mia volontà di non sottoscrivere tale documento».

Goldoni però lascia uno spiraglio aperto per tentare una prova di dialogo e soprattutto cercare un’intesa univoca nella Bassa. «All’assemblea pubblica - dice - ho anche precisato che se ci sarà una apertura, se il documento evolverà in una proposta, io ci sarò per discuterne, cercando unità di intenti con gli altri sindaci. Ho ricevuto il mandato del Consiglio comunale di San Felice di tentare un dialogo con gli altri Comuni su un presupposto chiaro: non il generico “potenziamento”, ma il ritorno dell’ospedale alle sue funzioni di ospedale di zona, pur tenendo conto dell’evoluzione del sistema sanitario (quindi ad esempio chiediamo i posti letto fondamentali, al di là di quello che è accaduto dopo il sisma)».

Il caso ospedale di Mirandola è stato discusso anche in Regione su sollecitazione del centrodestra. che “Da troppo tempo si parla di depotenziamento dell’ospedale di Mirandola, ma dalla Regione si coglie la volontà contraria - scrive il consigliere Pd, Giuseppe Boschini - Sui primari a scavalco” tra Mirandola e Carpi serve fare un passo avanti per impegnarsi a garantire una presenza al 50% fissa in entrambe le sedi, e per una sede principale individuata su Mirandola. La stretta integrazione con Carpi è un aspetto chiave per poter garantire un doppio polo sanitario complementare con una diversificazione chiara delle competenze, al fine di poter dare una risposta organica a tutta l’Area Nord e di Carpi». —

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