Bus e disservizi, nasce il comitato E la Provincia chiede più soldi
L’iniziativa di una mamma: «Da Carpi alla Bassa, chiunque può aderire. Siamo all’esasperazione»
L’esasperazione provocata dal vedere i propri figli rimanere a piedi, o prigionieri del bus o, addirittura, dal non vedere proprio la corriera passare davanti alle fermate, è sfociata in un comitato e in una petizione. Si chiama “Una firma per un trasporto sicuro” il comitato, riunito anche in un gruppo Facebook, cui hanno già aderito una novantina di genitori, stanchi di pagare abbonamenti per mezzi Seta che dovrebbero accompagnare i figli a scuola, ma che in realtà non lo fanno come dovrebbero. La raccolta firme partirà ufficialmente domenica e sarà estesa a chiunque voglia aderire, indipendentemente dal Comune. L’idea ha preso piede tra i genitori di Carpi e della Bassa. Promotrice è la concordiese Stefania Bergamini.
L’IDEA
«Ho iniziato a notare lamentele da parte di genitori provenienti da tanti comuni della provincia, così mi sono detta: perché non uniamo le proteste in una voce sola?». Stefania Bergamini abita a Fossa di Concordia e ha tre figli di 14, 19 e 21 anni. «Conosco bene la situazione delle corriere, quindi, e sono stata pendolare in prima persona, quando studiavo a Modena - continua Stefania - Il livello dei trasporti è peggiorato al limite dell’esasperazione. All’inizio dell’anno scolastico ho chiesto se c’era la possibilità di aggiungere qualche pullman per migliorare una situazione che presenta tantissimi disservizi. Al di là del fatto che esiste un esubero di domande, i ragazzi non sono in sicurezza su quei mezzi. Gli studenti sono così fitti che non riescono nemmeno ad attaccarsi a qualche appoggio all’interno della corriera. L’altro giorno mio figlio è stato costretto ad attaccarsi alle maniglie delle porte automatiche, tanto per citare un esempio... Ieri è rimasto già dalla corriera perché dopo un certo limite non facevano più salire nessuno: non ci stavano. Eppure, quando pago l’abbonamento non mi fanno lo sconto per tutti questi disagi. Il gruppo per ora ha una novantina di iscritti. Ma stiamo facendo tam tam per promuoverlo ulteriormente - prosegue la mamma - Abbiamo diverse adesioni da Carpi, Concordia, San Possidonio, Rovereto, Novi e così via. Ce la metteremo tutta».
LA PROVINCIA
Il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei ha scritto alla Regione per «un riequilibrio nella ripartizione delle risorse regionali destinate ai bacini provinciali sul trasporto pubblico locale».
La lettera è stata inviata nei giorni scorsi, dopo l'incontro del Comitato permanente sulla Mobilità, i sindaci, i vertici di Amo, Seta e Tper e i rappresentanti delle istituzioni scolastiche e degli studenti, che si è svolto in Provincia a seguito delle problematiche emerse in occasione della partenza dell’anno scolastico.
Nella lettera, dove si chiede anche un incontro su questi temi, sono evidenziate alcune caratteristiche del territorio che per Tomei occorre tenere conto nella distribuzione delle risorse a livello provinciale.
Tra questi il fatto che esistano in provincia «14 città con popolazione superiore a 15 mila abitanti, i distretti industriali e le imprese, oltre 65 mila, sparse sul territorio; la diffusione, unica in regione, di 11 poli scolastici superiori, attrattivi rispetto alle altre province con 34.500 studenti iscritti alle superiori di cui 4 mila da altre province e regioni; una popolazione residente in crescita e seconda in regione, la costante crescita della popolazione universitaria arrivata a circa 26 mila iscritti, di cui 17 mila a Modena, con un più 17 % in tre anni, senza trascurare la forte crescita dei flussi turistici con un più 50 % in 4 anni e la diffusione sul territorio dei poli sanitari».
Questo quadro per Tomei richiede un «forte potenziamento dei servizi di trasporto pubblico e dell'offerta di corse nelle ore di punta verso diverse direttrici, servizi più uniformi durante l’intero arco dell’anno, superando la differenziazione tra orario scolastico e orario non scolastico, l'estensione dell’offerta di servizi alla sera e dei servizi non convenzionali a chiamata». —
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