Da oggi il Parmigiano a 45 dollari
Sugli scaffali Usa netto aumento dai 40 precedenti: i dazi da 2,15 dollari al chilo passano a 6
Donald Trump durante l’incontro con il presidente Mattarella a Washington ha annunciato che «gli Usa valuteranno attentamente le rimostranze dell’Italia, che ritiene di essere penalizzata eccessivamente dagli annunciati dazi». Un’apertura che al momento non tranquillizza nessuno e ancora meno il Consorzio del Parmigiano Reggiano, il prodotto del Made in Italy notevolmente più colpito dai dazi in vigore a partire da oggi. In particolare i prodotti italiani saranno colpiti da un dazio aggiuntivo di circa 117 milioni di euro e sarà la Dop Parmigiano Reggiano ad accusare il colpo più duro, perchè il 25% dell’impatto complessivo sull’Italia andrà a ricadere proprio sul Re dei Formaggi.
Il dazio sul Parmigiano Reggiano passerà dagli attuali 2,15 dollari al chilo a circa 6 dollari al chilo. Se negli Stati Uniti attualmente il costo del formaggio è pari a circa 40 dollari al chilo, da oggi a scaffale sarà ben oltre 45 dollari al chilo. Difficile, al momento, prevedere quali saranno gli effetti immediati delle tariffe.
«Siamo amareggiati - dice Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano - perché si va a colpire ingiustamente uno dei settori più forti della nostra economia. A questo punto servirà un piano di intervento straordinario dell’Unione Europea, un sostegno per assorbire il colpo rilanciando azioni di sviluppo e per evitare che gli effetti dei dazi diventino traumatici per la nostra filiera».
Gli Stati Uniti rappresentano il terzo mercato di riferimento per l'export alimentare dell'Emilia Romagna: 405 milioni di euro nell'ultimo anno, il valore più alto tra le regioni italiane, secondo un'indagine di Confartigianato, in crescita tendenziale del +28,6% nel primo trimestre del 2019. I prodotti alimentari maggiormente esportati verso questo mercato sono i prodotti delle industrie lattiero-casearie (30,9% del valore totale), che risulta il settore italiano più interessato dall'introduzione di dazi Usa. Tra le regioni più esposte su questo mercato c’è l'Emilia Romagna, seconda dopo la Sardegna. In regione sono complessivamente 8.035 le imprese artigiane nel comparto alimentare, di queste il 2,5%, pari a 200 imprese, operano nella lavorazione di prodotti lattiero-caseari.
A livello provinciale gli Stati Uniti sono il primo mercato di riferimento per le aziende agroalimentari della provincia di Forlì-Cesena (8,8% dell'export di prodotti alimentari venduti nel mondo), il terzo mercato di riferimento per Modena (11,6%) e Parma (10,6%). Tra le prime 30 province italiane per valore dell'export di prodotti delle imprese lattiero-casearie verso gli Usa figurano Parma al primo posto, Piacenza al quinto, Reggio Emilia al nono e Modena al decimo. —
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