Gazzetta di Modena

Modena

Le sfide di Pikkart: realtà aumentata sicurezza e lotta alla contraffazione

Andrea Ancarani
Le sfide di Pikkart: realtà aumentata sicurezza e lotta alla contraffazione

Lorenzo Canali parla delle applicazioni digitali innovative per una start up dell’intelligenza artificiale nata solo 5 anni fa

3 MINUTI DI LETTURA







L’azienda Pikkart nasce nel 2014 a Modena da un’idea di Lorenzo Canali come start-up innovativa nel campo dell’intelligenza artificiale e realtà aumentata, la tecnologia che aggiunge informazioni arricchendo quello che vedono gli occhi.

Oggi la start-up modenese rappresenta una realtà leader nel settore e vanta clienti di primaria importanza come Barilla, Accenture, IBM, Saipem e Ferretti Group.

«Nel 2014 sono rimasto colpito della realtà aumentata e delle sue potenzialità - racconta il co-fondatore Canali - Ho quindi coinvolto Davide Baltieri come responsabile della ricerca e sviluppo e Giovanni Zuffolini come Cto, e insieme abbiamo messo le basi per creare una start-up innovativa».

Come avete affrontato le sfide legate all’inizio di una nuova attività?

«L’inizio non è stato facile, siamo partiti facendo molta ricerca e sviluppo interni con lo scopo di creare un ecosistema di soluzioni software di intelligenza artificiale e realtà aumentata protetti da brevetti di nostra proprietà. Questa scelta ci ha permesso di distinguerci e di posizionarci all’interno di un “Olimpo” di 12 aziende a livello mondiale che possiedono questo tipo di tecnologia di proprietà al 100%. Tuttavia i costi di questa scelta sono stati alti».

Oggi potete affermare di aver vinto la scommessa?

«Certamente, anzi la nostra soddisfazione principale è vedere realizzati progetti di successo che ci hanno permesso di soddisfare i nostri clienti e di consolidarci come realtà unica nel campo».

Il settore dell’intelligenza artificiale è molto promettente, come intendete cogliere le sfide e le opportunità del settore?

«Ricerche internazionali certificano che i settori dell’intelligenza artificiale e della realtà aumentata cresceranno del 50-80% annuo nei prossimi anni. Una crescita senza pari soprattutto se confrontata alle performance dei settori tradizionali».

Quali invece le insidie?

«Sicuramente gli altissimi costi di ricerca e sviluppo sono la sfida più importante. Noi tuttavia intendiamo inserirci in questa crescita esponenziale del settore grazie alle nostre tecnologie brevettate come Pikkart-AR Logo e Pikkart-AR Discover».

In cosa consistono?

«Pikkart-AR Logo è l’unica tecnologia a livello mondiale che consente di associare un numero illimitato di contenuti di realtà aumentata, come pop up informativi, messaggi video e audio, alla stessa immagine visibile all’occhio umano. Pikkart-AR Discover è un software in grado di unire la realtà aumentata e il riconoscimento digitale permettendo di associare contenuti digitali a oggetti e ambienti 3D, come i macchinari all’interno di una fabbrica o prodotti in un magazzino della grande distribuzione».

Quali applicazioni trovano le vostre tecnologie?

«Le applicazioni sono davvero numerosissime all’interno della galassia di Industria 4.0, per esempio Pikkart-AR Discover rappresenta un tipo di soluzione che è già stata applicata con successo nel settore museale e nella grande distribuzione. Anche Pikkart-AR Logo è molto utilizzato, per esempio, nella lotta alla contraffazione con il riconoscimento dei prodotti: permette di incrociare moltissimi dati in tempo reale e mostrarli all’operatore in modo chiaro e utile. Un ambito su cui ci stiamo molto concentrando, e sviluppiamo applicazioni specifiche, è quello della sicurezza sul luogo del lavoro che per noi rappresenta un prerequisito fondamentale per un’azienda moderna e che guarda al futuro».

Cosa offre di più Modena, rispetto ad altre città, per lo sviluppo di una start-up?

«Noi siamo stati fortunati a nascere a Modena. La nostra città sta diventando uno dei centri d’eccellenza mondiali nel campo dell’intelligenza artificiale e della realtà aumentata. Pikkart nasce dal mondo della ricerca e da questo punto di vista Modena, con il centro di ricerca diretto dalla prof. Rita Cucchiara, rappresenta un punto di riferimento mondiale per i nostri campi di attività. Permangono tuttavia forti problemi legati alla ricerca di fondi».

Quali sono i vostri progetti per il futuro e come intende perseguire la ricerca di nuovi finanziamenti?

«Recentemente siamo passati dalla forma giuridica di start-up innovativa a Pmi innovativa, abbiamo molti progetti di sviluppo: tuttavia i fondi sono limitati e pertanto riusciamo ancora a cogliere una parte minima delle opportunità presentate dal settore. A tale proposito abbiamo ricevuto alcune proposte di partnership che potrebbero concludersi entro la fine dell’anno e che ci vedrebbero partner di due realtà, una finanziaria e una industriale, di primario rilievo». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google